La Cina limita l’uso del riconoscimento facciale nei pagamenti

La Cina sta introducendo nuove misure di sicurezza riguardanti i pagamenti effettuati tramite riconoscimento facciale. Le recenti linee guida, emesse dal Comitato Nazionale Tecnico 260 per la Cybersecurity, mirano a regolare non solo i fornitori di servizi di pagamento e le aziende di verifica facciale, ma anche i gestori di locali e gli operatori di attrezzature.
Negli ultimi anni, l’uso della tecnologia biometrica è aumentato in vari contesti commerciali, come hotel, supermercati e centri fitness, suscitando preoccupazioni pubbliche e una reazione legislativa. Le nuove normative si concentrano specificamente sull’utilizzo del riconoscimento facciale nei servizi bancari e nelle applicazioni di pagamento, oltre che nei dispositivi commerciali come bancomat e distributori automatici.
Le regole, pubblicate il 28 gennaio, stabiliscono requisiti di sicurezza per la gestione dei dati raccolti attraverso i pagamenti biometrici. Tra le restrizioni, gli operatori di attrezzature e i gestori di luoghi non possono elaborare i dati di riconoscimento facciale generati attraverso i pagamenti e non possono conservarli, salvo casi previsti dalla legge.

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Inoltre, le nuove linee guida introducono norme più severe riguardo al consenso e al trasferimento dei dati a terzi. I servizi di verifica facciale devono raccogliere solo i dati minimi necessari e non possono utilizzare tali informazioni per scopi diversi dalla verifica dell’identità. Tutti i fornitori di pagamenti e i servizi di verifica facciale devono ora condurre valutazioni di impatto sulla protezione dei dati personali (PIPIA).
Questa iniziativa arriva in un contesto di crescente preoccupazione per le violazioni della privacy e per la sicurezza dei dati. Nel 2024, le autorità di Shanghai hanno sospeso i pagamenti tramite riconoscimento facciale in oltre 800 distributori automatici a causa di violazioni dei dati personali. Inoltre, la città ha avviato un’operazione di pulizia delle strutture commerciali che utilizzano sistemi di riconoscimento facciale, coinvolgendo migliaia di supermercati, hotel e centri sportivi.
La mossa della Cina rappresenta un passo significativo verso una maggiore regolamentazione dell’uso della tecnologia biometrica, riflettendo le preoccupazioni della società riguardo alla privacy e alla sicurezza dei dati.
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