Apple Vision Pro: perché non se ne parla più? È stato un flop?

Per mesi sembrava che il mondo tech ruotasse attorno a un solo oggetto. Video promozionali ovunque, demo spettacolari, titoli entusiasti e promesse di una nuova era. Poi, all’improvviso, il silenzio. Oggi molti si chiedono come mai Apple Vision Pro sembri sparito dai radar mediatici e se questo improvviso calo di attenzione significhi una cosa sola: flop.
La realtà, però, è molto meno banale e molto più interessante.
Apple non ha lanciato Vision Pro per dominare subito il mercato. Ha fatto qualcosa di diverso, più sottile e tipicamente “alla Apple”: ha inaugurato una categoria, senza preoccuparsi troppo del rumore che sarebbe rimasto dopo il lancio.
Un prodotto che non è mai stato pensato per le masse
Il primo errore comune è giudicare Apple Vision Pro con lo stesso metro di iPhone, iPad o Apple Watch. Vision Pro non nasce come prodotto popolare, né come dispositivo da scaffale elettronico. Il prezzo, superiore ai 3.500 dollari, lo dice chiaramente. Non è un visore da provare per curiosità, ma uno strumento pensato per sviluppatori, aziende, studi creativi e professionisti.
Apple sapeva benissimo che le vendite iniziali sarebbero state limitate. Non è un fallimento, è una scelta strategica. Vision Pro è un dispositivo di prima generazione che serve a testare casi d’uso reali, a capire come le persone interagiscono con lo spatial computing e a costruire, pezzo dopo pezzo, un ecosistema credibile.

Il silenzio mediatico non è un segnale di morte
Se oggi se ne parla meno, non è perché il progetto sia stato abbandonato, ma perché Apple ha smesso di spingerlo come show tecnologico. Dopo la fase iniziale, l’azienda di Cupertino tende sempre a fare un passo indietro, osservare e raccogliere dati. È successo con Apple Watch, è successo con gli AirPods, ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.
Vision Pro non è un prodotto “instagrammabile”. Non lo mostri al bar, non lo condividi facilmente, non genera video virali. È un’esperienza personale, intensa, quasi isolante. E tutto ciò che non vive sui social, oggi, sembra improvvisamente irrilevante. Ma l’assenza di hype non equivale all’assenza di sviluppo.
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Il vero problema: manca ancora il motivo per cui usarlo ogni giorno
Il limite principale di Vision Pro non è tecnico, anzi. Dal punto di vista hardware e dell’interfaccia è probabilmente il visore più avanzato mai realizzato. Il problema è che non ha ancora una killer app capace di giustificarne l’uso quotidiano per il grande pubblico.
Guardare film è impressionante, lavorare con finestre spaziali è affascinante, le demo sono incredibili. Ma per la maggior parte delle persone non è sufficiente. Apple lo sa e non ha fretta. Sta aspettando che sviluppatori e aziende trovino applicazioni realmente indispensabili, soprattutto in ambito professionale, medico, educativo e industriale.

Vision Pro non è un flop, è una scommessa a lungo termine
Definire Vision Pro un fallimento oggi è come dire che il primo Apple Watch fosse inutile perché non lo indossavano tutti. Apple gioca partite lunghe. Vision Pro è un prototipo evoluto, un laboratorio commerciale che prepara il terreno a versioni future più leggere, più economiche e più socialmente accettabili.
Il vero successore di Vision Pro probabilmente non si chiamerà nemmeno così. Arriverà quando la tecnologia sarà invisibile, quando il visore sarà sottile come un paio di occhiali e quando il prezzo non farà più paura. Fino ad allora, Vision Pro continuerà a lavorare nell’ombra, lontano dai riflettori, ma non per questo fuori gioco.
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