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BISC: la nuova interfaccia cerebrale ultra-sottile che può rivoluzionare neurologia e tecnologia

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Il confine tra cervello umano e tecnologia continua ad assottigliarsi. Un team di scienziati della Columbia University e della Stanford University ha sviluppato una nuova interfaccia cerebrale che promette di cambiare radicalmente non solo il trattamento delle malattie neurologiche, ma anche il modo in cui gli esseri umani interagiscono con le macchine.

Il progetto prende il nome di BISC ed è già considerato uno dei passi più avanzati mai compiuti nel campo delle interfacce cervello-computer.

Un impianto sottile come un capello umano

Uno degli aspetti più sorprendenti di BISC è il suo spessore: appena 50 micrometri, più sottile di un capello. L’impianto viene posizionato nello spazio subdurale, ovvero l’area interna al cranio situata tra le membrane che proteggono cervello e midollo spinale.

L’intervento richiede un’incisione minima e, a differenza di molte soluzioni attuali, non utilizza fili né elettrodi penetranti nel tessuto cerebrale, riducendo drasticamente i rischi chirurgici e le complicazioni a lungo termine.

Un’enorme potenza in uno spazio minuscolo

Nonostante le dimensioni estremamente ridotte, BISC integra una capacità tecnica impressionante. Il cuore del sistema è un chip in silicio che ospita 65.536 elettrodi, 1.024 canali di registrazione e 16.384 canali di stimolazione.

Il prototipo opera completamente in modalità wireless, è alimentato a distanza e supporta una trasmissione dati fino a 100 Mbit/s, una velocità senza precedenti per un dispositivo impiantabile di questo tipo.

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L’IA che interpreta pensieri, movimenti e sensazioni

La vera svolta arriva con il software. Il sistema sfrutta l’intelligenza artificiale per decodificare segnali cerebrali ad alta frequenza, riuscendo a interpretare movimenti, sensazioni e persino intenzioni dell’utente.

Secondo i ricercatori, questa architettura rende BISC più compatta, più sicura e molto più potente rispetto alle interfacce cerebrali attualmente disponibili, aprendo la strada a nuove applicazioni cliniche e tecnologiche.

Dalla neurologia al futuro dell’interazione umana

Le possibili applicazioni sono enormi: dal trattamento di epilessia, Parkinson e disturbi motori, fino a nuove forme di controllo diretto di dispositivi digitali, protesi avanzate e sistemi di comunicazione uomo-macchina mai visti prima.

Un dettaglio tutt’altro che marginale: la produzione dei primi impianti è già iniziata, segno che questa tecnologia non è più solo teoria da laboratorio, ma un progetto concreto destinato a evolversi rapidamente.

BISC non è semplicemente un altro impianto cerebrale. È un segnale chiaro che l’era delle interfacce neurali sicure, miniaturizzate e intelligenti è appena cominciata.

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