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GIGABYTE accende gli OLED: arriva HyperNits, la risposta al problema della luminosità

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Chi usa un monitor OLED lo sa bene: neri perfetti, contrasto infinito, tempi di risposta fulminei. Ma c’è sempre stato un tallone d’Achille difficile da ignorare, soprattutto con l’HDR: la luminosità percepita. Al CES 2026, GIGABYTE ha deciso di affrontare il problema di petto, presentando una tecnologia proprietaria che promette di cambiare le carte in tavola.

Si chiama HyperNits e l’obiettivo è ambizioso: aumentare la luminosità apparente dei pannelli OLED di circa il 30%, senza bruciare le alte luci e senza sacrificare il contrasto. In altre parole, rendere finalmente giustizia ai contenuti HDR anche su OLED, eliminando quell’effetto “spento” che in molti casi ha fatto storcere il naso a gamer e creator.

La cosa interessante è che GIGABYTE non ha scelto la strada più semplice, ovvero spingere fisicamente il pannello oltre i suoi limiti. HyperNits lavora invece sul modo in cui il segnale viene interpretato e trasformato in luce reale sullo schermo.

Cos’è HyperNits e perché è diverso dalle solite “magie software”

Alla base di HyperNits c’è una rielaborazione avanzata della curva EOTF (Electro-Optical Transfer Function), cioè il meccanismo che stabilisce come i valori digitali di un contenuto HDR si traducono in luminosità visibile. Intervenendo su questo passaggio, GIGABYTE riesce a spingere contemporaneamente la luminosità complessiva della scena e le alte luci, mantenendo intatti i dettagli e il contrasto tipico dell’OLED.

Il principio ricorda soluzioni già viste su altri monitor, come l’EOTF Boost, ma qui l’implementazione è più raffinata e soprattutto controllabile. HyperNits offre infatti due profili distinti, pensati per contesti d’uso diversi. La modalità High è studiata per ambienti luminosi, dove l’HDR soffre maggiormente, mentre la Medium è ottimizzata per stanze buie, preservando un’immagine più cinematografica e meno aggressiva.

Il risultato promesso è un HDR finalmente incisivo, leggibile e coinvolgente, senza snaturare la resa visiva che ha reso gli OLED così apprezzati.

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MO34WQC36: il primo OLED GIGABYTE con HyperNits

Il debutto di HyperNits avviene su un monitor che non passa certo inosservato. Il GIGABYTE MO34WQC36 è un modello curvo da 34 pollici basato su QD-OLED di quinta generazione di Samsung Display. La risoluzione ultrawide da 3440×1440 pixel è accompagnata da una frequenza di aggiornamento di ben 360 Hz e da un tempo di risposta di 0,03 ms, valori che lo collocano direttamente nella fascia più alta del mercato gaming ed eSport.

I numeri sulla luminosità spiegano bene perché HyperNits sia centrale in questo prodotto. In SDR si parla di circa 300 nit, mentre in HDR il picco arriva fino a 1300 nit, una cifra notevole per un OLED. A questo si aggiungono una copertura DCI-P3 del 99% e un rapporto di contrasto dichiarato di 1.500.000:1, che sulla carta promettono immagini estremamente ricche e precise.

Le certificazioni DisplayHDR True Black 500 e ClearMR 18000, insieme al supporto NVIDIA G-Sync, completano un quadro pensato per chi pretende il massimo sia nel gaming competitivo sia nella creazione di contenuti.

Connettività completa e un OLED senza compromessi

Anche sul fronte delle connessioni GIGABYTE non ha risparmiato. Il MO34WQC36 integra HDMI 2.1, DisplayPort 2.1 e USB-C con supporto al segnale video e alimentazione fino a 18 W, affiancati da un hub USB e da un’uscita audio. Nella scocca trovano spazio anche due altoparlanti integrati da 3 watt, utili per un setup pulito senza casse esterne.

Il supporto ergonomico consente regolazioni complete in altezza, inclinazione e rotazione, rendendo il monitor adatto sia a postazioni gaming aggressive sia a workstation professionali.

Il prezzo non è stato ancora comunicato, ma il posizionamento è chiaro: GIGABYTE vuole dimostrare che l’OLED può finalmente essere luminoso quanto serve, senza tradire la sua natura. HyperNits non è solo una feature in più, ma una risposta diretta a una delle critiche storiche mosse a questa tecnologia.

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