News

Google spegne lo “scanner” del dark web: stop agli avvisi sulle fughe di dati personali

Condividi l'articolo

Per Google è arrivato il momento di chiudere uno dei servizi più controversi degli ultimi anni: quello che prometteva di avvisare gli utenti quando i loro dati personali finivano nel dark web. Una decisione che non nasce da tagli o ristrutturazioni interne, ma da un dato piuttosto scomodo: agli utenti non è mai davvero piaciuto.

Il servizio, introdotto nel 2023 con il nome Darknet User Data Report, doveva essere una sorta di sentinella digitale. Un sistema capace di scandagliare le aree “nascoste” di Internet e segnalare la presenza di email, numeri di telefono o altri dati sensibili legati a un determinato account Google. Sulla carta, un’idea potente. Nella realtà, molto meno.

Cos’era davvero il servizio di scansione del dark web

Il funzionamento era semplice: Google cercava corrispondenze tra le informazioni fornite dall’utente e i database che circolano nei forum e nei marketplace del dark web. Se trovava qualcosa, generava un report e inviava una notifica.

Dentro quei report potevano comparire indirizzi email, numeri di telefono, nomi e, in alcuni Paesi, perfino numeri di previdenza sociale. Il problema non era tanto ciò che veniva segnalato, quanto ciò che mancava completamente dopo.

Il punto critico: sapere di essere esposti non serve a molto

Ed è qui che il servizio ha iniziato a perdere consenso.
Gli utenti si trovavano davanti a un messaggio che, in sostanza, diceva: “I tuoi dati sono sul dark web”. Punto. Nessuna guida pratica, nessuna azione consigliata, nessuna possibilità di rimozione.

Google stessa ha ammesso il limite: non ha alcun controllo su quei dati e non può cancellarli. Ma per molti utenti questo si è tradotto in una sensazione precisa: ansia senza soluzioni. Un servizio che solleva il problema ma non aiuta a risolverlo finisce per diventare più fastidioso che utile.

Non sorprende, quindi, che il feedback raccolto dall’azienda sia stato in larga parte negativo.

Leggi anche:

Quando e come il servizio verrà disattivato

La chiusura avverrà in modo graduale ma definitivo.
Dal 15 gennaio 2026, Google smetterà completamente di monitorare il dark web alla ricerca di nuove fughe di dati.
Dal 16 febbraio 2026, anche i report già generati non saranno più accessibili dagli utenti.

Dopo quella data, lo scanner del dark web sparirà del tutto dall’ecosistema Google.

Una decisione che dice molto sulla privacy online

La scelta di Google è significativa perché mette in luce un problema più ampio: la sicurezza digitale non può basarsi solo sulle notifiche. Dire a qualcuno che i suoi dati sono compromessi, senza offrirgli strumenti reali, non è protezione. È solo informazione grezza.

In questo senso, Google sembra riconoscere implicitamente che monitorare non basta, soprattutto quando non si può intervenire. La responsabilità torna quindi all’utente, alla prevenzione, alle buone pratiche e, nei casi più gravi, a servizi esterni realmente specializzati nella gestione delle violazioni.

Lo scanner si spegne, il problema resta

Il servizio chiude, ma il dark web non va da nessuna parte.
Le fughe di dati continueranno, così come il traffico di informazioni personali. Cambia solo una cosa: Google ha deciso di non limitarsi più a segnalare un problema che non può risolvere.

Una resa? Forse.
Oppure un raro caso di onestà tecnologica.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].


Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti