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I bambini aggirano la verifica dell’età su Roblox… con baffi finti

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Roblox continua a essere una delle piattaforme più amate dai bambini, ma anche una delle più problematiche. Nel corso degli anni, il popolarissimo ecosistema di gioco è finito più volte al centro di scandali legati a truffe, adescamento e abusi, spesso ai danni degli utenti più giovani. Per arginare il problema, gli sviluppatori hanno introdotto filtri più severi e sistemi di verifica dell’età, ma la realtà dimostra che le contromisure non sempre funzionano come previsto.

Anzi, in alcuni casi sembrano trasformarsi in un paradosso tecnologico.

Quando l’intelligenza artificiale si fa… crescere i baffi

Il sistema di verifica dell’età di Roblox offre due possibilità: caricare un documento ufficiale, come un passaporto, oppure scattare un selfie per il riconoscimento facciale. È proprio questa seconda opzione, basata su algoritmi di intelligenza artificiale, a mostrare i limiti più evidenti.

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Secondo numerose segnalazioni, il sistema sbaglia frequentemente la stima dell’età. In alcuni casi classifica utenti adulti come adolescenti o addirittura bambini. Ma il problema più grave è un altro: non riesce a riconoscere correttamente i bambini stessi.

Il risultato? Alcuni giovani utenti hanno scoperto che basta indossare baffi o barbe finte per “ingannare” l’algoritmo. Con un semplice travestimento improvvisato, il sistema li identifica come adulti, permettendo l’accesso a funzionalità teoricamente riservate a utenti più grandi.

Una soluzione tanto ingenua quanto inquietante, che mette seriamente in discussione l’affidabilità del controllo automatico.

Un problema già noto (e mai risolto del tutto)

Non si tratta di un caso isolato. In passato, Wired ha pubblicato un’indagine dettagliata che mostrava come le restrizioni di età su Roblox potessero essere aggirate in diversi modi. Tra questi, anche la compravendita di account già verificati, una pratica che espone i minori a rischi ancora maggiori.

Dal canto suo, Roblox riconosce le criticità, ma sostiene che il sistema abbia semplicemente bisogno di più tempo e opzioni di personalizzazione per diventare davvero efficace. Una risposta che, però, lascia aperti molti interrogativi.

Nel frattempo, la situazione resta delicata: strumenti pensati per proteggere i minori finiscono per essere facilmente aggirati, spesso con metodi tanto semplici quanto imbarazzanti per chi li ha progettati. E ancora una volta, la tecnologia dimostra che senza controlli umani adeguati, anche le soluzioni più avanzate possono rivelarsi sorprendentemente fragili.

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