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Il nuovo chip Neuralink promette di restituire la vista ai non vedenti

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Immagina un mondo in cui anche chi è nato cieco possa vedere per la prima volta. Sembra fantascienza, eppure potrebbe diventare realtà grazie a Neuralink, l’azienda futuristica di Elon Musk. In un annuncio che ha fatto scalpore, la compagnia ha rivelato i piani per testare un nuovo chip cerebrale, chiamato Blindsight, progettato per ripristinare la vista. E il primo impianto umano? È previsto entro la fine del 2025.

Blindsight non è un semplice gadget tecnologico: è un’interfaccia cervello-computer che si collega direttamente al sistema nervoso. Secondo Musk, il dispositivo stimolerà la corteccia visiva, bypassando occhi danneggiati o assenti, per creare una percezione visiva artificiale. “All’inizio la risoluzione sarà bassa, come un videogioco anni ’80,” ha dichiarato l’imprenditore, “ma con il tempo potrebbe evolversi fino a offrire una visione superiore a quella umana.” Un’affermazione audace, tipica del visionario di Tesla e SpaceX.

Il chip si basa sui successi precedenti di Neuralink, come l’interfaccia Telepathy, che ha permesso a un paziente di giocare a scacchi con la sola forza del pensiero. Ora, l’obiettivo è ancora più ambizioso: ridare la vista non solo a chi l’ha persa, ma anche a chi non l’ha mai avuta.

Il processo è tanto affascinante quanto complesso. Blindsight viene impiantato chirurgicamente nel cervello, dove i suoi minuscoli elettrodi stimolano i neuroni della corteccia visiva. I segnali elettrici generano immagini rudimentali, che il cervello impara a interpretare come “vista”. Con l’aggiornamento del software e l’adattamento del paziente, la qualità dell’immagine dovrebbe migliorare progressivamente. Neuralink promette che il dispositivo sarà sicuro e minimamente invasivo, anche se i dettagli tecnici restano per ora avvolti nel mistero.

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Se il progetto avrà successo, le implicazioni saranno enormi. Milioni di persone non vedenti in tutto il mondo potrebbero riacquistare un senso fondamentale, cambiando radicalmente la loro qualità di vita. Pensiamo a gesti quotidiani come riconoscere un volto, leggere un libro o attraversare la strada: attività banali per molti, ma inaccessibili per chi vive nel buio.

Musk ha enfatizzato che Blindsight potrebbe funzionare anche per chi è cieco dalla nascita, un traguardo che nessuna tecnologia precedente ha mai raggiunto. “È come accendere una luce in una stanza che è sempre stata al buio,” ha detto, lasciando intravedere un futuro in cui i limiti biologici potrebbero essere superati.

Nonostante l’entusiasmo, il cammino di Neuralink è pieno di ostacoli. Testare una tecnologia così innovativa sugli esseri umani richiede autorizzazioni rigorose, e la sicurezza a lungo termine degli impianti cerebrali è ancora tutta da dimostrare. Inoltre, alcuni esperti si chiedono se la “vista artificiale” di Blindsight sarà davvero paragonabile a quella naturale o se resterà un’esperienza limitata.

La comunità scientifica e il pubblico attendono con un misto di speranza e cautela. Dopotutto, Musk è famoso per promesse ambiziose – ricordiamo i ritardi di Tesla o le colonie su Marte – ma Neuralink ha già mostrato risultati concreti con Telepathy. Il 2025 sarà l’anno della verità?

Il primo impianto di Blindsight è fissato per la fine del 2025, un obiettivo che Neuralink sta preparando con test su animali e simulazioni avanzate. Se tutto andrà secondo i piani, potremmo assistere a una delle più grandi rivoluzioni mediche del nostro tempo. “Vogliamo restituire alle persone ciò che la natura ha tolto,” ha concluso Musk, con il suo solito mix di visione e provocazione.

E tu, cosa ne pensi? Un chip nel cervello è il prezzo da pagare per vedere di nuovo, o è un passo troppo avanti? Una cosa è certa: Neuralink sta riscrivendo le regole del possibile, e il mondo sta a guardare.

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