News

Il pannello solare che elimina le batterie: energia prodotta e accumulata nello stesso sistema

Condividi l'articolo

Per decenni la produzione di energia solare e il suo accumulo sono stati due mondi separati. Da una parte i pannelli fotovoltaici, dall’altra le batterie, con costi, perdite e complessità aggiuntive. Ora però la Cina sta rompendo questo schema con una tecnologia che promette di generare e immagazzinare energia solare contemporaneamente, senza bisogno di dispositivi esterni.

Il risultato è qualcosa che va oltre il classico pannello solare: una batteria che nasce già integrata nel processo di produzione dell’energia.

Cos’è una batteria solare a flusso redox

La tecnologia al centro di questa svolta è la batteria solare a flusso redox (SRFB). In questo sistema, l’energia non viene accumulata in celle solide, ma attraverso reazioni chimiche reversibili che avvengono in elettroliti liquidi. In pratica, la luce solare innesca processi chimici che conservano l’energia sotto forma di potenziale chimico, pronta per essere riutilizzata.

Le SRFB sono considerate da tempo molto promettenti, soprattutto per applicazioni su larga scala. Tuttavia, fino a oggi presentavano limiti importanti: corrosione dei fotoelettrodi, instabilità dei materiali e una bassa efficienza di conversione della luce solare in elettricità. Ostacoli che ne hanno frenato l’adozione pratica.

Il passo avanti dei ricercatori cinesi

Un team della Università tecnologica di Nanchino è riuscito a superare parte di questi problemi migliorando in modo significativo la compatibilità chimica dei componenti interni della SRFB. La chiave è stata la scelta del fotocatodo, realizzato utilizzando fotocellule commerciali in silicio amorfo ternario (3jn-a-Si).

Queste celle sono state tagliate in moduli da 2×2 centimetri e montate su un substrato in acciaio inossidabile, con un rivestimento in ossido di indio e stagno. Una soluzione apparentemente semplice, ma decisiva per aumentare la stabilità del sistema e ridurre i fenomeni di degrado.

Leggi anche:

Test reali e risultati concreti

Durante le prove di laboratorio, la batteria è stata caricata utilizzando una lampada allo xeno in grado di simulare la luce solare. Il sistema ha superato oltre dieci cicli completi di carica e scarica, dimostrando una buona resistenza operativa.

Il dato più interessante riguarda però l’efficienza: la SRFB ha raggiunto una conversione solare-elettricità del 4,2%. Non un valore ancora competitivo con il fotovoltaico tradizionale, ma estremamente significativo per una tecnologia che produce e immagazzina energia nello stesso processo, senza batterie esterne.

Perché questa tecnologia può cambiare il futuro dell’energia

Questo sviluppo apre scenari completamente nuovi. Un sistema che trasforma direttamente la luce solare in energia chimica potrebbe ridurre drasticamente perdite, costi e complessità degli impianti, soprattutto per lo stoccaggio su larga scala. È una direzione che punta a rendere l’energia solare più autonoma, stabile e meno dipendente da materiali critici.

Non siamo ancora davanti a una soluzione pronta per il mercato di massa, ma il segnale è chiaro: il futuro dell’energia rinnovabile potrebbe non passare più da pannelli e batterie separati, bensì da sistemi ibridi capaci di fare tutto da soli.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].


Scopri di piรน da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Piรน recenti
Vecchi Le piรน votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti