Le TV Box IPTV pirata sfuggono ai blocchi… ma espongono gli utenti a rischi enormi

Negli ultimi mesi, complice la stretta di Amazon sul nuovo Firestick e la crescente repressione contro lo streaming illegale, molte persone stanno cercando alternative “furbe” per continuare ad accedere a contenuti piratati senza complicazioni.
Tra queste soluzioni spunta una scatola IPTV dall’aspetto innocuo, già nota alle grandi organizzazioni antipirateria e venduta come un dispositivo “a vita”, capace di bypassare blocchi, filtri e oscuramenti.
Sulla carta sembra un affare perfetto. Nella realtà nasconde vulnerabilità critiche, esposizione a cause legali e una struttura tecnica che trasforma inconsapevolmente gli acquirenti in distributori di contenuti pirata.
Le TV box EVPAD, prodotte in Cina e basate su Android 7.0, sono diventate un simbolo della pirateria globale. La MPA, la Premier League e altri titolari dei diritti le descrivono come una minaccia prioritaria.
E dopo aver analizzato nel dettaglio i modelli “3p” e “10p”, un team di ricercatori della Korea University ha portato alla luce una realtà ben più inquietante di quanto chiunque potesse immaginare.
Contenuto infinito, privacy zero: il compromesso che non ti dicono
I box EVPAD offrono un catalogo sterminato: film, serie TV, canali live da mezzo mondo, perfino sport premium. Tutto accessibile tramite app come StarLive, StarVod e StarV10, scaricabili da siti esterni al di fuori del Play Store.
E già questo basterebbe a far suonare molti campanelli d’allarme.

Durante l’installazione, le app non chiedono alcuna autorizzazione. Nessuna conferma, nessun permesso.
Perché?
Perché l’intero sistema è configurato per accettare automaticamente l’installazione da fonti sconosciute. Chi produce questi dispositivi ha eliminato ogni forma di protezione, lasciando gli utenti completamente esposti.
Chiunque potrebbe installare qualsiasi app. Anche malware. Anche spyware.
I ricercatori lo dicono chiaramente: l’impostazione “install_non_market_apps” è attiva per default. Un invito aperto agli abusi.
E questa è solo la superficie.
Una rete ibrida che trasforma ogni utente in un distributore pirata
Uno dei miti più diffusi è che lo streaming sia “più sicuro” dei torrent. Lo è… finché sei solo un consumatore.
Con EVPAD non lo sei.
Dietro l’interfaccia pulita, le app EVPAD funzionano come una rete ibrida P2P + HTTP, molto simile a un client BitTorrent mascherato da app IPTV.
Quando scegli un film o una serie, il sistema:
- individua il file .torrent corrispondente
- contatta un tracker
- ti connette ad altri utenti EVPAD
- ti fa scaricare e caricare parti del file
In altre parole, mentre guardi un video, diventi un uploader illegale, rendendo triviale per autorità e titolari dei diritti dimostrare la distribuzione non autorizzata di contenuti protetti.
Le trasmissioni live, gestite da StarLive, funzionano allo stesso modo: i flussi vengono condivisi tra pari, creando una rete decentralizzata difficilissima da spegnere… ma anche estremamente facile da monitorare.
E questo significa una sola cosa: rischi legali altissimi.

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Una rete difficile da bloccare… ma facilissima da attaccare
La struttura decentralizzata di EVPAD rende complesso fermare la rete. Se un server cade, i peer fanno da fallback.
Se un dominio viene bloccato, ce ne sono altri.
Ma questa resistenza tecnica è anche la sua più grande debolezza.
I ricercatori hanno scoperto due vulnerabilità devastanti.
La prima permette di impersonare un dispositivo EVPAD autentico utilizzando un semplice emulatore. Nessuna autenticazione reale, nessun controllo, nessuna protezione.
La seconda è ancora peggiore: un singolo pacchetto TCP malformato può far cadere istantaneamente qualsiasi dispositivo EVPAD connesso alla rete P2P.
Questo significa che un attaccante può:
- scollegare utenti specifici
- colpire interi segmenti di rete
- orchestrare un blocco totale
Il tutto senza potenza di calcolo, senza botnet, senza sforzo. Una vulnerabilità che, nelle mani sbagliate, equivale a un’arma digitale.
Dispositivi zombie: il rischio più grande per gli acquirenti
Quando un dispositivo nasce senza protezioni e senza controlli, non è solo un rischio per il copyright.
È un rischio per chi lo usa.
Le EVPAD sono distribuite in modalità pre-rooted, con SELinux in modalità permissiva, senza verifica degli aggiornamenti e con i servizi di sistema aperti come una porta spalancata nel cuore della notte.
Secondo lo studio, una rete di 17.000 EVPAD compromesse potrebbe generare fino a 0,12 terabit di traffico malevolo. E i dispositivi rilevati nel mondo sono oltre 131.000.
È la ricetta perfetta per una futura botnet globale.
Un nuovo Mirai.
Una rete di dispositivi “zombie” pronti a lanciare attacchi DDoS su larga scala usando ignari acquirenti convinti di aver comprato solo una scatola IPTV “potente”.
La conclusione dei ricercatori è brutale:
chi produce questi dispositivi non si interessa minimamente alla sicurezza degli utenti.
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