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OLED elastici rivoluzionari: si allungano fino al 160% senza perdere luminosità

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Il futuro dei display flessibili ha appena fatto un enorme salto in avanti. Un team internazionale di ricercatori della Seoul National University e della Drexel University ha sviluppato una nuova generazione di schermi OLED estensibili, capaci non solo di piegarsi, ma addirittura di allungarsi fino al 160% della loro lunghezza originale senza un calo significativo di luminosità.

Una svolta che potrebbe cambiare radicalmente il design dell’elettronica indossabile, dei sensori medici e delle interfacce uomo-macchina del futuro. Non più schermi rigidi o semplicemente flessibili, ma display che seguono il corpo umano, adattandosi a movimenti, pieghe e tensioni continue.

Il grande limite degli OLED flessibili, finalmente superato

Fino ad oggi, il vero tallone d’Achille degli OLED flessibili è sempre stato uno: la perdita di luminosità durante lo stiramento e dopo cicli ripetuti di deformazione. Il problema nasceva da elettrodi trasparenti troppo fragili e da strati luminosi poco efficienti, incapaci di sopportare stress meccanici elevati.

La nuova architettura risolve entrambe le criticità. I ricercatori hanno combinato uno strato emissivo organico ad altissima efficienza con elettrodi trasparenti a base di MXene, un nanomateriale bidimensionale noto per la sua elevata conduttività elettrica e per una resistenza meccanica sorprendente. Il risultato è un display che può deformarsi in modo estremo senza perdere le sue prestazioni fondamentali.

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Exciph: lo strato che moltiplica la luce

Uno degli elementi più innovativi di questa tecnologia è il nuovo strato luminoso chiamato Exciph. Questo materiale aumenta drasticamente la probabilità di formazione degli eccitoni, le particelle responsabili dell’emissione luminosa negli OLED.

Per capire la portata del risultato basta un confronto: negli OLED tradizionali solo il 12–22% degli eccitoni viene effettivamente convertito in luce. Nei nuovi schermi sviluppati dal team internazionale, la percentuale supera il 57%. Questo significa maggiore luminosità, minori consumi energetici e una resa visiva nettamente superiore.

Lo strato Exciph è inoltre rinforzato con un polimero elastico, che gli consente di sopportare tensioni elevate senza rompersi o degradarsi nel tempo.

I numeri che fanno la differenza

I test parlano chiaro. Durante prove di trazione fino al 60%, la perdita di luminosità è stata di appena circa il 10%. Ancora più impressionante è il dato sulla durata: dopo 100 cicli di deformazione, il display è riuscito a mantenere l’83% del flusso luminoso originale.

I ricercatori hanno già dimostrato il funzionamento della tecnologia con immagini semplici e versioni a colori, confermando che non si tratta solo di un prototipo da laboratorio, ma di una base concreta per applicazioni reali.

Dalla medicina all’elettronica indossabile

Le possibili applicazioni sono enormi. In futuro, questi OLED estensibili potrebbero essere integrati in dispositivi medici indossabili, patch intelligenti, sensori cutanei e interfacce flessibili capaci di adattarsi perfettamente alla forma del corpo umano. Un passo decisivo verso dispositivi davvero ergonomici, invisibili e continui nell’uso quotidiano.

Questa tecnologia dimostra che il concetto stesso di “schermo” sta cambiando. Non più superfici rigide da guardare, ma materiali luminosi che si muovono con noi.

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