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Quando Ghibli incontra l’IA: un trend che ha sorpreso OpenAI

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Se ultimamente hai notato il nome “Ghibli” spuntare ovunque – tra amici, sui social o persino nelle notizie tech – non sei solo. Ma cos’è Ghibli, e perché sta facendo impazzire il mondo, al punto da spingere Sam Altman, CEO di OpenAI, a implorare: “Calmatevi, è una locura!”? Preparati a scoprire un fenomeno che unisce animazione leggendaria e intelligenza artificiale, con un vento di creatività che soffia forte da Tokyo fino ai server di ChatGPT.

Ghibli: il vento magico dello studio giapponese

Tutto inizia con lo Studio Ghibli, una casa di animazione giapponese fondata nel 1985 da Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Il nome, preso da un vento caldo del deserto (e da un aereo italiano), riflette la missione di Miyazaki: portare un “vento nuovo” nel mondo dell’animazione. Con capolavori come Il mio vicino Totoro, La città incantata e il recente Il ragazzo e l’airone – premiato con l’Oscar nel 2024 – Ghibli ha trasformato i cartoni in arte. Storie profonde, disegni a mano e temi come natura, pace e crescita personale hanno conquistato milioni di fan, rendendo Totoro e Chihiro icone senza tempo.

Ma Ghibli non è solo passato: nel 2025, sta vivendo un momento d’oro. L’Oscar a Miyazaki, l’acquisizione da parte di Nippon TV e l’accesso globale via Netflix (escluso Giappone e Nord America) hanno riacceso l’interesse. E poi c’è l’intelligenza artificiale, che ha scatenato una tempesta inaspettata.

La “Ghibli mania” invade l’IA

Ecco dove entra in gioco OpenAI. Con il lancio del modello GPT-4o, ChatGPT ha introdotto una funzione di generazione di immagini che trasforma foto e selfie in ritratti ispirati allo stile Ghibli: paesaggi sognanti, colori pastello e quel tocco di magia che ricorda i film di Miyazaki. È bastato poco perché il web esplodesse: da Lionel Messi “ghiblificato” con la Coppa del Mondo a ritratti personali trasformati in scene di Il viaggio di Chihiro. “Baby, è Ghibli!” è diventato il grido di battaglia di questa febbre creativa.

Ma la magia ha un prezzo. La domanda è stata così travolgente che i server di OpenAI hanno iniziato a cedere. Le GPU (unità di elaborazione grafica) si sono “fuse” sotto il peso di milioni di richieste. Sam Altman, travolto dal fenomeno, ha scritto su X: “Potete, per favore, calmarvi con la generazione di immagini? È una locura, il nostro team ha bisogno di dormire.” Un appello tra l’umoristico e il disperato, che ha fatto il giro del mondo, mostrando quanto Ghibli sia diventato virale nell’era dell’IA.

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Perché proprio ora?

Il 2025 è il momento perfetto per questa “Ghibli fever”:

  • Successo cinematografico: Il ragazzo e l’airone ha ricordato al mondo la genialità di Miyazaki, vincendo l’Oscar e dimostrando che Ghibli è ancora un colosso.
  • Boom tecnologico: L’IA di GPT-4o ha catturato l’estetica Ghibli con una precisione impressionante, scatenando un’ondata di creatività globale.
  • Nostalgia e innovazione: In un mondo dominato dalla CGI, lo stile artigianale di Ghibli – ora replicato dall’IA – offre un mix irresistibile di passato e futuro.
  • Accessibilità: Netflix e rassegne come quelle di Lucky Red in Italia hanno reso i film più vicini che mai, alimentando la mania.

Ma non è solo una moda. La “Ghibli mania” ha messo a nudo i limiti della tecnologia: OpenAI ha dovuto introdurre limiti temporanei alla generazione di immagini, passando da un accesso libero a tre immagini al giorno per gli utenti gratuiti. “Le GPU si stanno sciogliendo,” ha scherzato Altman, mentre difendeva il suo team: “È il migliore al mondo, ma questo è troppo.”

Ghibli: arte o crisi?

Lo Studio Ghibli è speciale per i suoi personaggi (pensa a Totoro o alla ribelle Nausicaä), le musiche di Joe Hisaishi e un’animazione che sembra dipinta a mano. Ma l’IA solleva domande: è giusto replicare questo stile? Miyazaki, noto per il suo disprezzo verso la tecnologia che imita l’arte umana, potrebbe non gradire. Eppure, il pubblico ama trasformare la realtà in sogni ghibliani, e alternative come Gemini o Grok stanno seguendo la scia, anche se con risultati meno realistici.

La febbre Ghibli è un incrocio tra genio creativo e caos digitale. È il fascino di un’animazione senza tempo che incontra l’entusiasmo dell’IA, mandando in tilt i server e riempiendo il web di meraviglia. “Non ho mai visto niente di simile,” ha ammesso Altman, mentre il mondo continua a chiedersi: questo è il futuro dell’arte o solo una follia momentanea?

Se non hai ancora provato, prendi una foto e “ghiblificala”. Ma fai in fretta: il vento di Ghibli soffia forte, e anche l’IA ha bisogno di una pausa. Tu cosa ne pensi? È una rivoluzione o solo un capriccio?

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