Samsung brevetta uno smartphone pieghevole “double fold”: una nuova idea che sfida i limiti del design

Samsung torna a far parlare di sé nel mondo dei dispositivi pieghevoli con un brevetto che potrebbe cambiare le regole del gioco. Nei documenti depositati di recente emerge infatti il concept di uno smartphone a conchiglia capace di piegarsi sia verso l’interno che verso l’esterno, una soluzione radicalmente diversa rispetto a quanto visto finora sul mercato.
Non si tratta del solito esercizio di stile. L’idea, almeno sulla carta, affronta uno dei limiti strutturali dei foldable attuali: la rigidità del meccanismo di chiusura, che impone un solo verso di piega e costringe i produttori a compromessi su spessore, fotocamere e display secondari.

Un design asimmetrico pensato per risolvere problemi concreti
Osservando le illustrazioni del brevetto, salta subito all’occhio una scelta tecnica particolare: la cerniera non è posizionata al centro del dispositivo. Questo dettaglio rende la piega asimmetrica e suggerisce un obiettivo molto chiaro, ovvero evitare sovrapposizioni indesiderate quando lo smartphone viene chiuso verso l’esterno.
A differenza di altri pieghevoli, non è presente un display secondario sul retro. Una decisione che potrebbe sembrare controcorrente, ma che ha una sua logica: se il dispositivo può piegarsi in entrambe le direzioni, uno schermo esterno diventerebbe superfluo o addirittura problematico in termini di resistenza e usura.
Il cuore del progetto resta il display flessibile principale, accompagnato da due ritagli circolari che, con ogni probabilità, ospitano la fotocamera e il flash LED. Un’impostazione minimalista che punta più sulla versatilità meccanica che sull’effetto wow estetico.

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Sottile, funzionale e senza eccessi
Dal profilo laterale, il dispositivo appare relativamente sottile, segno che Samsung sta lavorando per contenere spessori e ingombri nonostante la complessità del meccanismo. Sui lati trovano posto i classici pulsanti di accensione e regolazione del volume, senza soluzioni esotiche o sperimentazioni estreme.
Questo approccio suggerisce una cosa precisa: l’azienda sta studiando un prodotto pensato per l’uso quotidiano, non un semplice concept futuristico da mostrare alle fiere. La possibilità di piegare il telefono in due direzioni diverse potrebbe aprire scenari interessanti, sia in termini di ergonomia sia per nuovi casi d’uso legati alla fruizione dei contenuti.
Dal brevetto al mercato: il solito punto interrogativo
Come spesso accade, però, è bene mantenere i piedi per terra. Il dispositivo esiste solo sulla carta, all’interno di un brevetto, e non c’è alcuna certezza che questo progetto arrivi davvero alla produzione di massa. Samsung è nota per depositare numerosi brevetti, molti dei quali non vedranno mai la luce come prodotti commerciali.
Eppure, in un mercato dei pieghevoli che inizia a sembrare ripetitivo, un’idea del genere potrebbe rappresentare una svolta. Se mai dovesse diventare realtà, questo smartphone potrebbe segnare un nuovo capitolo nell’evoluzione dei foldable, spingendo anche i concorrenti a ripensare le proprie soluzioni.
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