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Truffa su Amazon: la RTX 5090 da 1.000 dollari si trasforma in… una borsa da cintura

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Quella che sembrava l’offerta del secolo si è rivelata una delle truffe hardware più surreali degli ultimi anni. Su Amazon, decine di utenti convinti di aver messo le mani sulla potentissima NVIDIA GeForce RTX 5090 a prezzo stracciato hanno ricevuto a casa borse da cintura economiche al posto della scheda video. Sì, proprio così.

A ricostruire l’intera vicenda è stato Tom’s Hardware, che parla di almeno 42 acquirenti coinvolti in quello che ormai appare come un caso di frode conclamata.

Un prezzo troppo bello per essere vero

La trappola era ben congegnata. La GeForce RTX 5090, fiore all’occhiello della nuova generazione NVIDIA, ha un prezzo consigliato di circa 2.000 dollari. In un contesto di disponibilità limitata, però, il prezzo reale sul mercato sfiora e supera facilmente i 2.500 dollari.

Eppure, su Amazon compariva un annuncio shock: RTX 5090 nuova a soli 1.000 dollari. Un taglio netto del 50%, sufficiente a far scattare l’allarme… ma non per tutti. Alcuni utenti hanno deciso di tentare la fortuna, ipotizzando un errore di listino, una svendita lampo o un’occasione irripetibile.

Spoiler: non lo era.

Il venditore che non convinceva (ma sembrava affidabile)

A rendere la storia ancora più inquietante è il profilo del negozio coinvolto: Fitter’s Niche Direct. Il venditore risultava registrato in Cina, con circa 1.800 recensioni e una valutazione del 99%, un dato che ha contribuito ad abbassare le difese degli acquirenti.

Ma bastava guardare meglio il catalogo per notare qualcosa di strano. Il negozio vendeva quasi esclusivamente borse da cintura, accessori fitness e prodotti di basso costo. L’unico articolo “fuori scala” era proprio una Gigabyte Aorus GeForce RTX 5090 Master, proposta come prodotto di punta.

Ed è qui che il puzzle si ricompone: ai clienti arrivavano esattamente gli articoli che il negozio vendeva di solito. Non GPU, non hardware, ma banali borse da cintura.

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Reclami lampo e sospetti di account compromesso

I primi reclami sono comparsi il 28 dicembre 2025, segno che l’operazione è durata poco ed è stata probabilmente pensata come un colpo rapido. Tra le ipotesi più accreditate ci sono due scenari:

Un tentativo deliberato di incassare velocemente prima di sparire.
Oppure l’hackeraggio dell’account del venditore, sfruttato da terzi per piazzare l’annuncio fraudolento.

In entrambi i casi, la dinamica resta inquietante per un marketplace delle dimensioni di Amazon.

Rimborso quasi certo, ma il campanello d’allarme resta

C’è però una buona notizia per le vittime. Tutti gli ordini sono stati effettuati tramite Fulfillment by Amazon (FBA), il che significa che Amazon gestiva direttamente logistica e spedizione. Questo aumenta drasticamente le probabilità di rimborso integrale per gli acquirenti coinvolti.

Resta però una domanda pesante: com’è possibile che un annuncio del genere sia passato inosservato, soprattutto su un prodotto così costoso e sensibile come una GPU top di gamma?

Lezione imparata: attenzione agli “affari miracolosi”

Questo episodio è l’ennesima dimostrazione che nel mondo dell’hardware non esistono miracoli, soprattutto quando si parla di schede video di fascia altissima. Prezzi troppo bassi, venditori incoerenti con il catalogo e offerte fuori mercato dovrebbero far scattare un immediato campanello d’allarme.

Perché oggi può essere una borsa da cintura. Domani, chissà.

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