Trump fa tremare il mondo open source: a rischio F-Droid e la rete Tor

L’elezione di Donald Trump sta sollevando preoccupazioni non solo nel panorama politico, ma anche tra gli appassionati di tecnologia e i difensori della privacy online. Secondo alcune indiscrezioni, la nuova amministrazione potrebbe mettere nel mirino strumenti simbolo della libertà digitale, come F-Droid, l’app store open source per Android, e la rete Tor, baluardo dell’anonimato in rete. Ma quali sono i motivi dietro queste paure e cosa potrebbe davvero accadere?
F-Droid, per chi non lo conoscesse, è una piattaforma alternativa al Google Play Store, amata dagli utenti Android che cercano software libero e trasparente. Qui non si trovano le app commerciali più comuni, ma applicazioni sviluppate dalla comunità open source, spesso prive di tracker o pubblicità invasive. È un ecosistema che promuove l’autonomia digitale, ma che ora potrebbe finire sotto pressione. Si vocifera, infatti, che l’approccio di Trump alla sicurezza nazionale e al controllo delle tecnologie possa tradursi in restrizioni per piattaforme percepite come “non allineate” agli interessi governativi.

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Stesso destino potrebbe toccare alla rete Tor, il sistema che permette agli utenti di navigare in modo anonimo, proteggendo la privacy e aggirando censure. Utilizzato da attivisti, giornalisti e cittadini in regimi oppressivi, Tor è da tempo nel mirino di governi che vedono nell’anonimato una minaccia. Con Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti potrebbero intensificare gli sforzi per limitarne l’uso, magari giustificando tali misure con la lotta al crimine informatico o al terrorismo.
Le preoccupazioni nascono anche dalle posizioni espresse in passato dal tycoon e dai suoi alleati. Durante la campagna elettorale, Trump ha spesso enfatizzato la necessità di “riprendere il controllo” del web, un discorso che potrebbe tradursi in politiche ostili verso tecnologie decentralizzate e non regolamentate. Se a questo si aggiunge l’influenza di figure vicine all’industria tech tradizionale, il quadro diventa ancora più inquietante per chi difende l’open source.
Per ora, si tratta di speculazioni: non ci sono annunci ufficiali né prove concrete di un attacco imminente a F-Droid o Tor. Tuttavia, la comunità open source è già in allerta, pronta a reagire a qualsiasi mossa che minacci la libertà digitale. La domanda che aleggia è semplice ma cruciale: fino a che punto Trump sarà disposto a spingersi per imporre la sua visione del controllo tecnologico? Solo il tempo darà una risposta.
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