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Un hotel sulla Luna entro il 2032: la scommessa audace di una startup americana

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Sembra fantascienza, ma secondo gli annunci più recenti potrebbe diventare realtà molto prima del previsto. La startup statunitense GRU Space ha dichiarato l’intenzione di aprire il primo hotel sulla Luna entro il 2032, un progetto che promette di ridefinire completamente il concetto di turismo spaziale di lusso.

Non si parla di una semplice stazione orbitale adattata all’ospitalità, ma di una vera e propria struttura alberghiera premium, pensata per un’élite ristretta: viaggiatori con esperienza di volo spaziale privato, clienti ad altissimo patrimonio e persone alla ricerca di esperienze estreme e irripetibili. Le prenotazioni, già sulla carta, richiederebbero un deposito che può arrivare fino a 1 milione di dollari, una cifra che chiarisce immediatamente il target dell’iniziativa.

Turismo spaziale di lusso (con matrimoni e lune di miele)

Secondo quanto emerso, l’hotel lunare di GRU Space non sarà destinato solo a soggiorni “contemplativi”. L’azienda parla apertamente di eventi esclusivi, come matrimoni, anniversari e persino lune di miele fuori dal pianeta Terra. Un’idea che strizza l’occhio a una nuova forma di status symbol: non più solo resort tropicali o isole private, ma celebrare momenti chiave della propria vita direttamente sulla superficie lunare.

Un progetto che, se realizzato, segnerebbe un punto di non ritorno per l’industria del turismo spaziale, spostando l’asticella dall’orbita bassa terrestre a un corpo celeste vero e proprio.

Costruire sulla Luna senza portare materiali dalla Terra

L’aspetto più interessante – e ambizioso – dell’iniziativa riguarda però il metodo di costruzione. GRU Space intende rinunciare quasi del tutto al trasporto di materiali dalla Terra, una delle voci di costo più proibitive nelle missioni spaziali.

Al loro posto, l’azienda punta su sistemi robotici avanzati capaci di trasformare la regolite lunare in blocchi strutturali ad alta resistenza. Da questi elementi nascerebbero moduli abitativi prefabbricati, progettati per resistere a condizioni estreme: radiazioni elevate, sbalzi termici violenti ed esposizione costante ai micrometeoriti.

L’obiettivo non è solo costruire in superficie, ma anche sfruttare cavità naturali, tunnel sotterranei e grotte lunari, che offrirebbero una protezione naturale aggiuntiva e renderebbero l’insediamento più sicuro e stabile nel lungo periodo.

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Test nel 2029 e via libera solo con tutte le autorizzazioni

Naturalmente, tutto questo dipende da una lunga serie di approvazioni normative e accordi internazionali. Se il quadro regolatorio lo consentirà, i lavori potrebbero iniziare già nel 2029, in parallelo a una missione dimostrativa fondamentale.

Questa missione servirà a validare sul campo la tecnologia di produzione dei materiali direttamente sulla Luna. Solo il successo di questi test permetterà a GRU Space di passare alla fase successiva: l’espansione delle infrastrutture e il posizionamento dei primi moduli abitativi destinati agli ospiti.

A guidare tutto, un CEO di 22 anni

A rendere la storia ancora più sorprendente è il profilo di chi guida il progetto. GRU Space è fondata e diretta dal **22enne Skyler Chan, un nome che sta iniziando a circolare con insistenza negli ambienti aerospace.

Prima di lanciarsi in questa avventura, Chan ha lavorato come sviluppatore software per Tesla e ha partecipato a progetti legati alla **stampa 3D per la NASA. Un background tecnico che spiega l’approccio estremamente pragmatico – e allo stesso tempo visionario – alla colonizzazione lunare.

Fantascienza o futuro imminente?

Un hotel sulla Luna entro il 2032 resta, oggi, un’idea al limite tra sogno e provocazione tecnologica. Ma la rapidità con cui il settore spaziale privato sta evolvendo suggerisce che ciò che ieri sembrava impossibile oggi è quantomeno plausibile.

Se GRU Space riuscirà a mantenere le promesse, il turismo spaziale potrebbe entrare in una nuova era, non più limitata a brevi voli suborbitali, ma estesa a soggiorni su altri mondi. E la Luna, ancora una volta, diventerebbe il primo passo dell’umanità verso qualcosa di molto più grande.

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