Un purificatore che usa l’acqua al posto dei filtri: così nasce la nuova aria pulita al 99,9%

Un sistema che lava letteralmente l’aria, senza filtri da sostituire, senza ozono e con consumi energetici irrisori. Non è fantascienza, ma il risultato di una nuova tecnologia sviluppata da un gruppo di ricercatori del KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology), destinata a cambiare radicalmente il modo in cui pensiamo alla purificazione dell’aria.
Il cuore dell’innovazione è tanto semplice quanto geniale: minuscole nanogocce d’acqua vengono utilizzate per catturare le particelle di polvere più fini, incluse quelle invisibili e più pericolose per la salute. Al posto dei classici filtri meccanici, spesso costosi e soggetti a degrado, questo sistema sfrutta l’acqua come mezzo naturale di cattura, ottenendo risultati sorprendenti.

Gli scienziati spiegano che il dispositivo è in grado di rimuovere fino al 99,9% delle particelle presenti nell’aria, comprese quelle con dimensioni di appena 0,3 micrometri. Per rendere l’idea, parliamo di particelle grandi circa un duecentesimo dello spessore di un capello umano, quelle che più facilmente penetrano nei polmoni e nel sistema cardiovascolare. Il tutto avviene senza produrre ozono, un problema non trascurabile in molti purificatori ad alta efficienza attualmente in commercio.
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Come funziona il sistema a base d’acqua
Dal punto di vista tecnico, la soluzione sviluppata dal KAIST combina un elettrodo ad alta tensione, un assorbitore in nanofibre e una rete di microcanali polimerici. Questi microcanali sfruttano il principio della capillarità per trasportare l’acqua, eliminando completamente la necessità di una pompa. L’acqua viene così distribuita in modo automatico e continuo, rendendo il sistema estremamente stabile e affidabile anche nel lungo periodo.

I test di laboratorio parlano chiaro. In una camera sperimentale da 0,1 metri cubi, il dispositivo ha rimosso il 99,9% delle particelle PM0,3–PM10 in soli 20 minuti. Ancora più impressionante è il dato sui tempi brevi: il 97% delle particelle PM0,3 viene eliminato in appena 5 minuti, un risultato che molti purificatori tradizionali faticano a raggiungere anche in tempi molto più lunghi.
La vera sorpresa arriva però sul fronte della durata e dei consumi. Dopo 30 test consecutivi e oltre 50 ore di funzionamento continuo, non è stato osservato alcun degrado delle prestazioni. Il consumo energetico si attesta intorno a 1,3 watt, nettamente inferiore rispetto ai sistemi convenzionali, aprendo la strada a dispositivi sempre accesi, silenziosi e sostenibili.
Questa tecnologia potrebbe segnare un punto di svolta: niente filtri da sostituire, costi di manutenzione quasi nulli, bassissimo consumo energetico e una purificazione dell’aria più efficace e naturale. Un approccio che non migliora solo le prestazioni, ma ridisegna completamente il concetto stesso di purificatore domestico e industriale.
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