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Windows 11 contro Windows XP: il test che umilia il presente e riabilita il passato

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Siamo davvero sicuri che “più nuovo” significhi automaticamente “più veloce”? Un esperimento tanto semplice quanto impietoso sta facendo discutere la community tech, perché mette Windows 11 di fronte a un avversario che ha più di vent’anni sulle spalle: Windows XP. E il risultato, per Microsoft, non è affatto lusinghiero.

A realizzare il confronto è stato un utente noto online come TrigrZolt, che ha deciso di togliere ogni alibi ai sistemi moderni: stesso hardware, stesso contesto, stesso computer. Nessuna ottimizzazione estrema, nessun trucco. Solo un confronto diretto, nudo e crudo.

Stesso PC, vent’anni di Windows a confronto

Il banco di prova è un Lenovo ThinkPad X220, una macchina ormai storica ma perfettamente funzionante, con processore Intel Core i5-2520M, grafica integrata Intel HD 3000, 8 GB di RAM ed SSD da 256 GB.

Su questo portatile sono state installate e testate tutte le principali versioni di Windows, da Windows XP fino a Windows 11, passando per Windows 7, 8, 8.1 e 10.

Avvio: Windows 8.1 vince, Windows 11 affonda

Il primo dato sorprendente riguarda l’avvio del sistema.
Il più rapido è stato Windows 8.1, grazie alla funzione Fast Boot, introdotta proprio per ridurre i tempi di accensione.

All’estremo opposto troviamo Windows 11, che sullo stesso hardware impiega più tempo a mostrare l’interfaccia, con evidenti rallentamenti già nelle prime fasi dopo il boot. Un risultato che stona con la narrativa ufficiale di un sistema “più moderno e ottimizzato”.

Memoria RAM: qui Windows XP dà una lezione

Il confronto sull’uso della memoria è forse il dato più clamoroso:

  • Windows XP: circa 800 MB di RAM
  • Windows 11: oltre 3,3 GB di RAM, a sistema praticamente inattivo

Una differenza abissale. XP riesce a fare di più con molto meno, mentre Windows 11 brucia risorse già solo per esistere, prima ancora di aprire applicazioni reali.

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Nei test pratici — navigazione web, benchmark computazionali e stress test — lo schema si ripete.
Windows 11 finisce regolarmente in fondo alla classifica, dietro a sistemi operativi di una o addirittura due generazioni fa.

Non parliamo di piccoli scarti, ma di ritardi percepibili, lag nell’interfaccia e tempi di risposta più lunghi, che rendono l’esperienza complessiva meno fluida.

Perché succede? Le cause sono note (anche a Microsoft)

Secondo l’autore del test, le ragioni sono molteplici — e non tutte misteriose:

  • codice profondamente riscritto, spesso più pesante
  • servizi e processi in background sempre attivi
  • maggiore consumo di risorse di sistema
  • BitLocker abilitato di default, con un impatto sulle prestazioni

Problemi che, in parte, Microsoft stessa ha già ammesso nel corso degli ultimi anni, promettendo ottimizzazioni che però, almeno su hardware non recentissimo, sembrano non bastare.

Il paradosso del software moderno

Questo test mette in luce un paradosso sempre più evidente:
i sistemi operativi moderni non sono progettati per essere più efficienti, ma per sfruttare hardware sempre più potente, dando per scontato che l’utente aggiorni tutto.

Il risultato? Su macchine ancora perfettamente utilizzabili, Windows 11 appare più lento di un sistema operativo del 2001.

Una lezione che fa riflettere

Il confronto non significa che Windows XP sia “migliore” o più sicuro — anzi, oggi sarebbe impensabile usarlo online. Ma dimostra una cosa fondamentale: l’efficienza non è garantita dal progresso, e spesso viene sacrificata in nome di funzionalità, telemetria e design.

E forse la domanda giusta non è “perché XP è più veloce”, ma perché Windows 11 ha così tanto bisogno di risorse per fare le stesse cose.

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