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Zorin OS 18 vola oltre i due milioni di download: l’esodo da Windows è ormai realtà

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Quello che fino a poco tempo fa sembrava un fenomeno di nicchia oggi sta assumendo i contorni di una vera migrazione di massa. Zorin OS 18 ha superato quota due milioni di download in appena tre mesi, un risultato impressionante che racconta molto più di un semplice successo tecnico. Dietro questi numeri si nasconde una scelta sempre più diffusa: abbandonare Windows.

Il motivo è chiaro e riguarda milioni di computer ancora perfettamente funzionanti, ma improvvisamente dichiarati “non idonei” dai nuovi standard imposti da Microsoft. L’introduzione di Windows 11, con l’obbligo del chip di sicurezza TPM 2.0, ha escluso una quantità enorme di hardware dal ciclo di aggiornamento ufficiale.

Computer ancora validi, ma bloccati artificialmente

Secondo i dati riportati da Windows Central, circa 1,5 milioni di download di Zorin OS 18 provengono da utenti che hanno deciso di lasciare Windows dopo la fine del supporto di Windows 10. Non perché i loro PC non fossero più in grado di svolgere il proprio lavoro, ma perché Microsoft ha deciso di tagliarli fuori.

L’impossibilità di aggiornare sistemi perfettamente operativi, solo per l’assenza del TPM 2.0, ha spinto molti utenti a cercare un’alternativa che permettesse di continuare a usare il proprio computer senza spendere soldi inutilmente. Ed è qui che Zorin OS entra in gioco.

Perché Zorin OS convince così tanti utenti

Zorin OS si è affermato come una delle distribuzioni Linux più interessanti proprio per chi arriva da Windows. Il motivo è semplice: non spaventa. L’interfaccia ricorda volutamente l’ambiente Microsoft, riducendo al minimo il trauma del cambiamento, e l’esperienza d’uso è pensata per essere immediata, anche per chi non ha competenze tecniche avanzate.

Un altro punto di forza fondamentale è la compatibilità con hardware datato. Zorin OS 18 permette di far girare in modo fluido e stabile computer con fino a dieci anni di vita, restituendo dignità a macchine che l’ecosistema Windows considera ormai obsolete.

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Un’alternativa concreta, non un ripiego

La crescita di Zorin OS non è casuale. Mentre Microsoft continua a inasprire i requisiti hardware e a limitare sempre di più le installazioni non ufficiali, Zorin OS propone un modello opposto: libertà, leggerezza e controllo. Nessun obbligo di chip dedicati, nessuna corsa forzata all’acquisto di nuovi PC, nessuna dipendenza da funzioni di intelligenza artificiale imposte dall’alto.

Il sistema è pronto all’uso subito dopo l’installazione, senza quella curva di apprendimento che spesso scoraggia chi si avvicina per la prima volta al mondo Linux. Un dettaglio che fa la differenza, soprattutto per utenti comuni e professionisti che vogliono semplicemente lavorare senza complicazioni.

Software libero contro obsolescenza programmata

Zorin OS 18 ha dimostrato che il software libero può essere una vera ancora di salvezza per l’hardware che l’industria ha deciso di abbandonare. I 100.000 download nelle prime 48 ore dal lancio hanno segnato l’inizio di un trend che nel 2026 si è trasformato in qualcosa di molto più grande: un esodo silenzioso ma costante da Windows.

È vero, scaricare un sistema operativo non equivale automaticamente a una migrazione definitiva. Ma un milione e mezzo di utenti che lasciano Windows non è un segnale da sottovalutare. È una crepa evidente nel modello chiuso e sempre più restrittivo dei sistemi operativi commerciali.

Versioni disponibili e costi reali

Zorin OS è disponibile in due edizioni. La Core, completamente gratuita, è più che sufficiente per la maggior parte degli utenti. La Pro, invece, include un design premium e software professionale preinstallato, al costo una tantum di 48 euro. Una cifra irrisoria se confrontata con l’acquisto di un nuovo computer dotato di NPU dedicate, ormai richieste dalle ultime versioni di Windows per gestire funzioni avanzate di intelligenza artificiale.

Cos’è Linux e perché oggi conta più che mai

Alla base di Zorin OS c’è Linux, un sistema operativo libero e open source che rappresenta una reale alternativa a Windows e macOS. Grazie al kernel Linux, il sistema è in grado di funzionare su una vastissima gamma di dispositivi, dai server ai supercomputer, fino agli smartphone Android e ai sistemi embedded.

La sua forza risiede in sicurezza, stabilità e personalizzazione, qualità garantite da uno sviluppo collaborativo globale e dalla trasparenza del codice sorgente. Chiunque può studiarlo, modificarlo e migliorarlo, dando vita a soluzioni adattate alle esigenze reali degli utenti, non a strategie commerciali imposte dall’alto.

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