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Addio vigili urbani? In Cina il traffico è già nelle mani dei robot

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Quello che fino a ieri sembrava un esperimento da laboratorio oggi è realtà. Nella città di Hangzhou, un robot ha ufficialmente preso posto agli incroci urbani trasformandosi nel primo controllore del traffico operativo al mondo. Il suo nome è Hangxing No.1 e non è una semplice curiosità tecnologica: secondo la polizia locale, sta già alleggerendo il carico di lavoro degli agenti e migliorando l’ordine sulle strade.

Non si tratta di una mascotte o di un supporto passivo. Hangxing No.1 dirige il traffico, osserva, segnala e richiama, proprio come un essere umano, ma senza stancarsi mai.

Gesti, fischietto e richiami “educati”

A prima vista potrebbe sembrare un normale robot umanoide, ma le sue funzioni sono tutt’altro che decorative. Hangxing No.1 è in grado di fare gesti regolamentari, utilizzare il fischietto e riconoscere numerose violazioni del codice stradale. Tra queste rientrano il superamento della linea di stop, la guida senza casco e l’attraversamento imprudente della carreggiata.

Quando individua un’infrazione, il robot non interviene in modo aggressivo. Al contrario, secondo quanto riferito dalle autorità, avvisa “educatamente” l’intruso, richiamandolo al rispetto delle regole. Un approccio che punta più alla prevenzione e all’educazione che alla punizione immediata, ma che non per questo passa inosservato.

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Un robot che osserva come un agente umano

Per monitorare la situazione stradale, Hangxing No.1 è dotato di telecamere ad alta precisione e sensori dedicati, in grado di analizzare ciò che accade intorno a lui in tempo reale. Secondo l’agente della polizia stradale Zhang Wanzhe, i movimenti del robot sono tutt’altro che casuali: i suoi gesti sono stati modellati sui movimenti reali dei controllori del traffico.

Segnali come “stop” o “procedere dritto” vengono eseguiti con precisione e chiarezza, rendendoli immediatamente comprensibili a conducenti e pedoni. Inoltre, il robot è sincronizzato con i semafori, un dettaglio fondamentale che gli consente di impartire comandi coerenti con la segnaletica luminosa e ridurre il caos negli incroci più affollati.

Intelligenza artificiale che impara (e parlerà)

Hangxing No.1 non è un sistema statico. Alla base del suo funzionamento c’è un modello di apprendimento automatico adattivo, che gli permette di migliorare nel tempo, affinando il riconoscimento delle situazioni e la gestione del traffico. Più osserva, più impara. E più impara, più diventa efficace.

Gli sviluppatori guardano già al prossimo passo: integrare un modello linguistico di grandi dimensioni, così da consentire al robot di comunicare direttamente con le persone. In futuro potrebbe fornire indicazioni stradali, suggerire percorsi alternativi o addirittura tenere brevi lezioni sulla sicurezza stradale. Un controllore che non si limita a dirigere, ma che dialoga e istruisce.

L’arrivo di Hangxing No.1 segna un punto di svolta evidente: il controllo del traffico non è più solo una questione umana. È l’ennesimo segnale di come l’intelligenza artificiale stia entrando negli spazi pubblici, assumendo ruoli concreti e visibili, con implicazioni che vanno ben oltre la semplice innovazione tecnologica.

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