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Amazon alza i prezzi di Echo, Fire TV e Kindle fino al 60% negli USA

Comprare alcuni dei dispositivi più economici di Amazon negli Stati Uniti è diventato improvvisamente molto più costoso. L’azienda ha aumentato i prezzi di diversi prodotti delle famiglie Echo, Fire TV e Kindle, con rincari che in alcuni casi raggiungono il 60%.

Alla base della decisione ci sarebbe il forte aumento dei costi di memoria e storage, componenti sempre più richiesti dall’industria dell’intelligenza artificiale. Una pressione che non riguarda soltanto Amazon e che rischia di condizionare l’intero mercato dell’elettronica di consumo anche nel 2027.

Tra i prodotti maggiormente colpiti figurano soprattutto i modelli di ingresso, tradizionalmente utilizzati da Amazon per rendere accessibile il proprio ecosistema hardware a una platea molto ampia.

Echo Dot e Kindle sono tra i prodotti più colpiti

Il caso più evidente riguarda Echo Dot. Negli Stati Uniti lo smart speaker è passato da 49,99 dollari a 79,99 dollari, con un incremento del 60%. Un cambiamento particolarmente rilevante per un dispositivo che ha costruito buona parte della propria popolarità proprio sul prezzo relativamente contenuto.

L’aumento interessa anche la gamma Fire TV. Il Fire TV Stick HD è salito da 34,99 a 39,99 dollari, con un rincaro di circa il 14%, mentre il Fire TV Stick 4K Max ha superato il 40% di aumento, arrivando a 84,99 dollari.

Anche i lettori Kindle non sono rimasti esclusi dalla nuova politica dei prezzi. Il modello più economico della gamma è arrivato a 149,99 dollari, con un incremento vicino al 37%.

Più contenuto, ma comunque significativo, il rincaro di Echo Dot Max, passato da 99,99 a 119,99 dollari.

Amazon ha spiegato la decisione facendo riferimento all’aumento dei costi sostenuti dall’industria dell’elettronica di consumo per componenti fondamentali come memoria e archiviazione. Secondo Kristy Schmidt, dirigente senior della divisione Devices & Services, l’azienda avrebbe assorbito questi aumenti il più a lungo possibile prima di intervenire sui prezzi finali.

Non tutto il catalogo, però, è stato coinvolto allo stesso modo. Le videocamere e i videocitofoni Ring sono rimasti esclusi dagli aumenti, mentre Echo Studio continua a essere proposto a 219,99 dollari.

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La crisi delle memorie spinge al rialzo i prezzi della tecnologia

La decisione di Amazon si inserisce in una situazione molto più ampia. La crescente domanda di semiconduttori destinati ai sistemi di intelligenza artificiale sta assorbendo una parte consistente della capacità produttiva mondiale, aumentando la pressione sui componenti utilizzati anche nei dispositivi consumer.

Il presidente di SK Group, Chey Tae-won, ha prospettato per il 2027 una crescita della domanda di semiconduttori legati all’intelligenza artificiale compresa tra il 60% e il 100% rispetto al 2026. Per il mercato delle memorie, l’aumento della domanda potrebbe invece attestarsi almeno tra il 50% e il 60%.

Il problema è che l’offerta potrebbe non riuscire a crescere alla stessa velocità. Produttori di elettronica, aziende tecnologiche e operatori dei data center si trovano quindi a competere per assicurarsi quantità sufficienti di DRAM, NAND e altre tipologie di memoria.

Amazon non è infatti l’unica azienda ad aver ritoccato i listini. Anche Apple, per esempio, vende ora negli Stati Uniti HomePod mini a 129 dollari, rispetto ai precedenti 99,99 dollari.

L’aumento dei costi dei componenti rischia così di colpire soprattutto i dispositivi che dispongono di margini più ridotti. Per prodotti economici come Echo Dot, Fire TV Stick e Kindle, assorbire integralmente un incremento della componentistica diventa più difficile senza intervenire sul prezzo finale.

Il 2027 potrebbe essere ancora più complicato

Le conseguenze della scarsità di memoria vanno oltre i semplici aumenti di listino. La disponibilità dei componenti sta già influenzando strategie produttive e calendari di lancio di numerose aziende tecnologiche.

Il settore delle GPU ad alte prestazioni, fortemente legato alla crescita dei carichi di lavoro dedicati all’IA, è uno degli esempi più evidenti della pressione esercitata dalla domanda. Allo stesso tempo, anche computer, console, dispositivi per lo streaming e prodotti meno costosi devono competere per una disponibilità di componenti che rimane limitata.

Le previsioni per il 2027 indicano che il divario tra domanda e offerta potrebbe diventare ancora più marcato. Alcune stime ipotizzano comunque che il ritmo degli aumenti dei prezzi possa iniziare gradualmente a rallentare, senza però risolvere immediatamente il problema della disponibilità.

La situazione potrebbe avere conseguenze anche sulle future generazioni di prodotti. Apple, secondo le indiscrezioni circolate sulla propria roadmap hardware, starebbe rivedendo alcune tempistiche previste per nuovi Mac, compreso il futuro MacBook Pro con display touch, la cui presentazione potrebbe slittare al 2027 rispetto alle precedenti aspettative per la fine del 2026.

Per i consumatori, il segnale inviato dagli aumenti di Amazon è quindi particolarmente significativo. Quando rincari così elevati raggiungono prodotti progettati per essere accessibili come Echo Dot e Kindle, significa che la crisi dei componenti non riguarda più soltanto server, acceleratori AI e hardware professionale, ma sta arrivando direttamente sui dispositivi tecnologici di uso quotidiano.

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