News

Anthropic denunciata dagli scrittori di Stanford: libri pirata per Claude

La battaglia tra gli scrittori e le aziende di intelligenza artificiale torna a colpire Anthropic, la società che sviluppa Claude. Alcuni autori legati all’Università di Stanford hanno intrapreso azioni legali per contestare l’acquisizione e la conservazione di copie pirata dei loro libri. La questione non riguarda soltanto l’uso dei testi nell’addestramento di un modello linguistico: al centro dello scontro ci sono anche le modalità con cui quei libri sarebbero stati ottenuti, copiati e archiviati.

Il caso si inserisce nella scia di una controversia che Anthropic aveva già tentato di chiudere con un accordo da 1,5 miliardi di dollari. Non tutti gli scrittori, però, hanno accettato quella soluzione. Alcuni hanno scelto di restare fuori dalla causa collettiva e di chiedere in tribunale risarcimenti potenzialmente più elevati. È una distinzione decisiva per comprendere perché il contenzioso prosegua nonostante l’intesa precedente.

Chi sono gli scrittori di Stanford coinvolti

Tra gli autori al centro delle nuove contestazioni compare Tobias Wolff, professore emerito di inglese a Stanford e vincitore della National Medal of Arts. Secondo quanto ricostruito dal giornale universitario The Stanford Daily, dieci sue pubblicazioni sarebbero state utilizzate senza autorizzazione nell’ambito delle attività contestate ad Anthropic.

La ricostruzione cita anche lo scrittore e docente Chang-rae Lee. Tra gli altri accademici di Stanford i cui lavori figurano nella vicenda vengono menzionati Abraham Verghese, Daniel Mason, Hayagreeva Rao e Myra Strober. Non bisogna però confondere l’elenco delle persone i cui libri sarebbero stati coinvolti con quello dei ricorrenti in una singola causa: le azioni giudiziarie sono più di una e le posizioni dei diversi autori non coincidono necessariamente.

Wolff e altri scrittori hanno contestato il fatto che le proprie opere siano state impiegate per alimentare un’attività commerciale senza una remunerazione da loro ritenuta adeguata. Il punto non è soltanto economico: riguarda il controllo che un autore può esercitare sulla circolazione e sull’utilizzo delle proprie creazioni nell’era dell’intelligenza artificiale.

LibGen e PiLiMi: da dove arrivavano i libri contestati

La vicenda ruota attorno alle cosiddette shadow libraries, archivi online che distribuiscono copie digitali di opere spesso protette dal diritto d’autore. Tra quelli citati negli atti e nelle ricostruzioni del contenzioso figurano Library Genesis (LibGen), Pirate Library Mirror (PiLiMi) e il dataset Books3.

Nell’ambito della causa Bartz contro Anthropic, il tribunale ha esaminato la creazione di una grande biblioteca digitale interna all’azienda. La documentazione giudiziaria descrive il download di oltre sette milioni di copie di libri da fonti pirata tra il 2021 e il 2022. Non significa che tutti quei titoli siano necessariamente entrati nei dati di addestramento di ogni versione commerciale di Claude: l’acquisizione e la conservazione della biblioteca sono questioni distinte dal successivo impiego dei testi.

Anthropic aveva anche acquistato grandi quantità di libri cartacei, successivamente smontati e digitalizzati. Questo secondo percorso è stato valutato in maniera diversa dal tribunale. La distinzione tra una copia ottenuta legalmente e una scaricata da un archivio non autorizzato è diventata il cuore dell’intera controversia.

La sentenza sul fair use non autorizza la pirateria

Nel giugno 2025, il giudice federale William Alsup ha stabilito che, nelle circostanze esaminate, l’utilizzo di libri per addestrare modelli linguistici poteva rientrare nel fair use, il principio del diritto statunitense che permette determinati impieghi di materiale protetto senza una licenza specifica. Ha inoltre ritenuto ammissibile la digitalizzazione interna di copie cartacee acquistate legittimamente.

La decisione non ha però esteso quella protezione alla creazione e conservazione di una biblioteca permanente di copie pirata. Il giudice ha respinto la richiesta di Anthropic di considerare automaticamente giustificata anche tale condotta, lasciando aperte le questioni di responsabilità e risarcimento.

È importante essere precisi: quella decisione non rappresentava una condanna definitiva su tutti gli aspetti del caso, né stabiliva che qualsiasi forma di addestramento di un’intelligenza artificiale fosse illegale. Separava invece comportamenti differenti, mostrando come la provenienza dei dati possa avere un peso giuridico autonomo rispetto all’uso che se ne fa.

Leggi anche:

L’accordo da 1,5 miliardi non ha chiuso tutte le cause

Nel settembre 2025 è stato annunciato un accordo collettivo da almeno 1,5 miliardi di dollari per risolvere le contestazioni relative ai libri piratati. La somma è stata associata a circa 500.000 opere, con un importo indicativo di 3.000 dollari per titolo, prima delle eventuali deduzioni e secondo i criteri applicabili.

L’accordo, successivamente approvato, riguarda specifiche condotte passate e non costituisce una licenza generale per usare in futuro qualsiasi opera nell’addestramento dei modelli. Soprattutto, non ha obbligato ogni autore a rinunciare alle proprie pretese: chi ha esercitato correttamente il diritto di esclusione dalla causa collettiva ha potuto mantenere aperta la possibilità di procedere separatamente.

È qui che entrano in gioco le nuove azioni. Invece di accettare la cifra prevista dalla transazione collettiva, alcuni scrittori hanno deciso di affrontare i rischi e i tempi di un procedimento autonomo per cercare un risarcimento maggiore.

Perché gli autori chiedono fino a 150.000 dollari per opera

Le controversie separate avviate nel maggio 2026 includono richieste di risarcimento basate sulle norme statunitensi sul copyright. In caso di violazione intenzionale accertata, la legge può prevedere danni legali fino a 150.000 dollari per opera. Si tratta di un limite potenziale previsto dalla normativa, non di una somma già assegnata dal giudice ai ricorrenti.

La differenza rispetto ai circa 3.000 dollari per titolo dell’accordo collettivo spiega perché alcuni autori preferiscano tentare una strada indipendente. La scelta, però, comporta anche incertezze: occorre dimostrare i presupposti della domanda, affrontare le difese dell’azienda e attendere le decisioni del tribunale.

Le cause degli autori che hanno rinunciato alla transazione sono ancora contenziosi aperti. Non è corretto presentare le richieste economiche come risarcimenti già ottenuti o descrivere tutte le accuse come fatti definitivamente accertati.

Che cosa cambia per Claude e per l’intelligenza artificiale

La posta in gioco va oltre Anthropic. I modelli generativi vengono addestrati su grandi quantità di materiale testuale e il settore si confronta da anni con una domanda difficile: quali dati possono essere utilizzati, a quali condizioni e con quali compensi per i titolari dei diritti?

La vicenda mostra che la risposta non dipende da un solo principio. Un tribunale può considerare trasformativo un determinato impiego delle opere nell’addestramento, ma valutare separatamente l’acquisizione di copie da fonti pirata, la loro conservazione e le eventuali riproduzioni successive. Non esiste quindi un’autorizzazione automatica a scaricare qualsiasi libro soltanto perché sarà utilizzato per sviluppare un’intelligenza artificiale.

Per gli scrittori, la questione riguarda anche la sostenibilità economica del lavoro creativo. Per le aziende AI, invece, il problema è costruire archivi di addestramento tracciabili, rispettare le licenze e ridurre l’incertezza legale. Il risultato delle cause ancora aperte potrebbe contribuire a definire meglio questi confini, ma non è possibile anticipare l’esito dei procedimenti.

Nel frattempo, la vicenda di Stanford ricorda che un grande accordo economico non mette necessariamente fine a tutte le controversie: quando alcuni titolari dei diritti scelgono di agire separatamente, il confronto tra editoria e intelligenza artificiale continua anche dopo una transazione miliardaria.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].


Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate