Il cervello delle mosche ispira un’IA più efficiente

Un dettaglio apparentemente minuscolo del mondo degli insetti potrebbe offrire nuove indicazioni per progettare sistemi di intelligenza artificiale più rapidi, leggeri e meno energivori. Alcuni ricercatori dell’Università di Sheffield hanno infatti osservato che il sistema visivo delle mosche non si limita a ricevere informazioni in modo passivo, ma partecipa attivamente alla costruzione della percezione.
Secondo lo studio, le mosche sfruttano piccoli e continui movimenti degli occhi per migliorare il modo in cui il cervello interpreta l’ambiente circostante. Questi micromovimenti oculari permetterebbero agli insetti di aggiornare rapidamente le informazioni visive e reagire con una precisione sorprendente, anche in situazioni in cui ogni millisecondo può fare la differenza.

Un sistema visivo molto più dinamico del previsto
Ogni occhio di una mosca è formato da numerosi ommatidi, piccole unità visive che raccolgono segnali dall’esterno. Quando l’insetto compie movimenti improvvisi o deve reagire a un cambiamento rapido, il cervello sembra attivare una sorta di modalità ad alta frequenza per trasmettere i segnali in modo più veloce.
Questo meccanismo consente alla mosca di rispondere quasi istantaneamente agli stimoli. In alcuni casi, la reazione può arrivare prima ancora che l’immagine sia stata completamente elaborata. È proprio questa capacità di unire movimento, percezione e decisione in un processo estremamente compatto a rendere il cervello dell’insetto così interessante per la ricerca tecnologica.

Leggi anche:
La scoperta è particolarmente rilevante perché mostra un modello biologico molto diverso da quello seguito da molte architetture digitali moderne. Le attuali intelligenze artificiali, soprattutto quelle più avanzate, richiedono spesso grandi quantità di calcolo e un consumo energetico elevato. Al contrario, il cervello di una mosca riesce a ottenere risultati notevoli utilizzando appena pochi milliwatt di energia.
Dalla biologia alla robotica intelligente
Gli scienziati ritengono che questo principio possa diventare una fonte di ispirazione per lo sviluppo di nuove tecnologie. Integrare in modo più stretto percezione e movimento potrebbe aiutare a realizzare reti neurali più efficienti, chip neuromorfici e sistemi di visione artificiale capaci di reagire più rapidamente senza richiedere enormi risorse hardware.

Le possibili applicazioni riguardano anche la robotica autonoma e i sistemi di guida automatizzata. Un robot dotato di una visione ispirata a quella degli insetti potrebbe analizzare l’ambiente con maggiore rapidità, consumare meno energia e prendere decisioni più tempestive in contesti complessi.
In sostanza, il cervello delle mosche dimostra che l’efficienza non dipende necessariamente dalla potenza bruta. A volte, una soluzione biologica estremamente compatta può suggerire strade nuove per costruire un’intelligenza artificiale più veloce, sostenibile e vicina ai meccanismi naturali della percezione.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di più da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
