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Cina, un giornalista scopre per caso un database usato per monitorare gli stranieri

Un giornalista specializzato in sicurezza informatica sostiene di aver scoperto accidentalmente un portale online utilizzato per monitorare cittadini stranieri presenti in Cina. La vicenda, riportata dal New York Times, riporta l’attenzione sui sistemi di sorveglianza digitale impiegati nel Paese e sul trattamento dei dati personali.

Secondo quanto riferito, il ricercatore e giornalista olandese Mark Hofer avrebbe individuato nel mese di gennaio una piattaforma denominata “Dynamic Management Platform for Foreign Personnel”, apparentemente dedicata alla gestione e al monitoraggio degli stranieri nella città di Zhangjiakou, nota anche per aver ospitato le Olimpiadi invernali del 2022.

I dati raccolti dal sistema

Stando alle informazioni pubblicate, il database conteneva i profili di oltre 700 cittadini stranieri. Le schede riportavano dati come nazionalità, data di nascita, sesso, stato civile, indirizzo e professione. In alcuni casi erano presenti anche informazioni sulla religione.

Alcuni record includevano inoltre immagini riconducibili a sistemi di videosorveglianza installati in luoghi pubblici, tra cui incroci stradali, mercati, centri commerciali e templi.

Hofer ha dichiarato di aver iniziato a scaricare il maggior numero possibile di dati dal portale per documentarne il funzionamento nell’ambito di un’inchiesta giornalistica. Quando è tornato ad accedere al sito nel mese di maggio, la piattaforma risultava ormai disattivata.

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I possibili collegamenti con un’azienda tecnologica

L’inchiesta del New York Times avrebbe individuato collegamenti tra la piattaforma scoperta da Hofer e Origin Dynamic, azienda con sede a Pechino che sviluppa soluzioni destinate alle forze dell’ordine, tra cui sistemi di sorveglianza, robot e altre tecnologie per la sicurezza.

Secondo il quotidiano statunitense, nel 2023 la società, partecipata in parte dall’amministrazione della città di Yancheng, nella provincia di Jiangsu, avrebbe presentato una domanda di brevetto per un sistema descritto come un’“interfaccia informativa per cittadini non cinesi”, con caratteristiche ritenute simili a quelle della piattaforma individuata.

L’ipotesi sull’utilizzo della piattaforma

Hofer ritiene che il portale possa essere stato sviluppato per il dipartimento di polizia di Zhangjiakou. A sostegno di questa ipotesi, il registro degli utenti del database riportava riferimenti a otto stazioni di polizia locali e ad altre tre appartenenti a città diverse.

Il testo originale cita infine un episodio secondo cui, in passato, in Cina sarebbe iniziato il furto di memoria dai computer presenti negli hotel dedicati agli eSports. Tuttavia, il riferimento non viene accompagnato da ulteriori dettagli o elementi di verifica e non risulta collegato direttamente alla vicenda del database scoperto da Hofer.

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