News

Computer quantistici, crittografia bancaria violata in 3 giorni: lo studio

Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe compromettere una chiave crittografica RSA-2048 in appena 3,14 giorni, utilizzando circa 22.593 qubit fisici. È la stima contenuta in un nuovo studio della società francese Alice & Bob, che propone un’architettura basata sui cosiddetti cat qubit, o qubit gatto. La notizia riguarda da vicino anche la sicurezza delle comunicazioni bancarie e dei servizi online, ma non significa che oggi qualcuno possa entrare nei conti correnti usando un computer quantistico.

Il lavoro, pubblicato a fine ottobre 2026 su arXiv e nel Cryptology ePrint Archive, non è ancora stato sottoposto a revisione paritaria. Soprattutto, descrive le risorse teoriche necessarie per eseguire un attacco, non un esperimento già riuscito: nessuna macchina attualmente disponibile soddisfa tutte le condizioni previste dai ricercatori.

Perché RSA-2048 è importante per la sicurezza online

RSA è un sistema crittografico a chiave pubblica utilizzato in numerosi contesti, tra cui autenticazione, firme digitali e protezione dello scambio di informazioni. La variante RSA-2048 si basa su un numero di 2.048 bit, equivalente a circa 617 cifre decimali, ottenuto moltiplicando due grandi numeri primi.

Per un computer tradizionale, risalire ai fattori primi di un numero così grande richiede risorse enormi. Un computer quantistico adatto potrebbe invece sfruttare l’algoritmo di Shor, sviluppato nel 1994, per affrontare il problema in modo molto più efficiente. È questa differenza che preoccupa chi gestisce sistemi destinati a conservare informazioni riservate per molti anni.

Va però precisato che RSA-2048 non è sinonimo di tutta la crittografia bancaria. I servizi finanziari utilizzano diversi algoritmi e livelli di protezione, compresa la crittografia simmetrica, che non viene automaticamente compromessa dallo stesso tipo di attacco. Inoltre, ottenere una chiave crittografica non equivale necessariamente a poter trasferire denaro da un conto.

La scoperta di Alice & Bob: bastano 22.593 qubit

Gli autori hanno ricostruito l’esecuzione dell’algoritmo di Shor su una specifica architettura quantistica, considerando operazioni fisiche, correzione degli errori e tempi di calcolo. Nella configurazione analizzata, 22.593 qubit fisici sarebbero sufficienti per fattorizzare RSA-2048 in 3,14 giorni, rispettando una serie di ipotesi sulle prestazioni dell’hardware.

Il numero è particolarmente significativo se confrontato con alcune stime precedenti: nel 2019 erano stati ipotizzati circa 20 milioni di qubit fisici, mentre studi successivi avevano già ridotto drasticamente il fabbisogno. Il nuovo calcolo suggerisce un ulteriore passo avanti, ma i confronti non sono perfettamente omogenei, perché i diversi lavori utilizzano tecnologie, ipotesi e criteri di correzione degli errori differenti.

Alice & Bob ha inoltre analizzato una configurazione molto più grande: con circa 610.530 cat qubit, la stessa operazione potrebbe richiedere soltanto 1,25 ore. È un esempio del compromesso tra numero di qubit e tempo di esecuzione, non la descrizione di un computer già costruito.

Leggi anche:

Cosa sono i cat qubit e perché fanno la differenza

I cat qubit sono qubit realizzati utilizzando stati quantistici di oscillatori, chiamati così in riferimento al celebre esperimento mentale del gatto di Schrödinger. La loro caratteristica è la possibilità di ridurre fortemente una particolare categoria di errori, quelli di bit-flip, pur dovendo continuare a gestire altri errori, come i phase-flip.

Questo approccio può semplificare una parte delle operazioni necessarie alla correzione degli errori e rendere più efficiente l’esecuzione di algoritmi complessi. Ma i risultati dello studio dipendono da requisiti molto severi: per la configurazione principale viene ipotizzata, tra le altre cose, un’assenza pratica di bit-flip per tempi estremamente lunghi.

Gli autori propongono anche una variante con ipotesi meno estreme: circa 45.000 qubit se il tempo caratteristico dei bit-flip scende a circa un’ora, grazie a un ulteriore livello di correzione. Questo mostra quanto la fattibilità dipenda non soltanto dalla quantità di qubit, ma anche dalla loro qualità e dall’intera infrastruttura.

Le banche rischiano davvero di essere violate in tre giorni?

No, non nelle condizioni tecnologiche attuali. Il numero di qubit citato non è sufficiente da solo: servono un’architettura adatta, tassi d’errore estremamente contenuti, collegamenti affidabili e un sistema capace di eseguire per giorni una sequenza molto lunga di operazioni quantistiche.

Inoltre, la ricerca si concentra sulla fattorizzazione RSA-2048, non sulla dimostrazione di un attacco contro una banca reale. I servizi bancari possono adottare meccanismi di autenticazione aggiuntivi, controlli sulle transazioni e algoritmi diversi. La conclusione corretta è che alcune protezioni crittografiche oggi considerate affidabili potrebbero diventare vulnerabili in futuro, non che i conti correnti siano già esposti a un attacco quantistico di tre giorni.

La tempistica resta incerta. Gli autori ritengono che una macchina adeguata possa diventare realizzabile nei prossimi anni, ma non esiste una data verificata in cui questo scenario si concretizzerà.

La soluzione è la crittografia post-quantistica

Il settore della sicurezza informatica si sta già preparando. Il NIST statunitense ha pubblicato nel 2024 i primi standard di crittografia post-quantistica, progettati per resistere agli attacchi dei futuri computer quantistici. Le organizzazioni che gestiscono informazioni sensibili possono iniziare a individuare i sistemi più esposti e pianificare la sostituzione degli algoritmi vulnerabili.

Un rischio particolarmente discusso è quello denominato «harvest now, decrypt later»: un aggressore potrebbe intercettare oggi comunicazioni cifrate e conservarle, sperando di decifrarle in futuro quando avrà accesso a un computer quantistico sufficientemente potente.

Per chi utilizza servizi bancari online, non c’è un’impostazione da cambiare immediatamente sul telefono per risolvere il problema. La migrazione dipende soprattutto da banche, fornitori di infrastrutture e sviluppatori di software. La ricerca di Alice & Bob rende però più urgente preparare questa transizione, prima che le capacità dei computer quantistici raggiungano quelle ipotizzate nello studio.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].


Scopri di più da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate