L’autore del Task Manager di Windows crea un’alternativa per macOS

Dave Plummer, lo sviluppatore passato alla storia per aver realizzato il celebre Task Manager di Windows, è al lavoro su una nuova applicazione pensata per gli utenti macOS. L’obiettivo è offrire un’alternativa più moderna e completa al tradizionale Activity Monitor di Apple, che secondo il programmatore non soddisfa pienamente le esigenze degli utenti più esperti.
Il progetto è ancora in fase di beta test, ma è già disponibile gratuitamente e promette di diventare uno degli strumenti più interessanti per il monitoraggio delle prestazioni sui computer Apple.
Un Task Manager ripensato per i Mac
Plummer, che in passato sviluppò il primo Task Manager di Windows – un’applicazione che nelle sue versioni iniziali occupava appena circa 80 KB – ha scelto di realizzare il nuovo software interamente in Swift, senza riutilizzare il codice sorgente di Microsoft.
Lo sviluppatore ha inoltre spiegato di aver ricevuto da Microsoft l’autorizzazione a consultare il codice sorgente di Windows XP esclusivamente come materiale di riferimento durante lo sviluppo, senza incorporarlo nel progetto destinato a macOS.

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Monitoraggio completo delle prestazioni
Nonostante il software sia ancora in fase di sviluppo, integra già le principali funzionalità che ci si aspetta da un moderno monitor di sistema. L’applicazione consente di visualizzare in tempo reale i processi attivi, l’utilizzo della CPU, della GPU, della memoria e dell’archiviazione.
Tra le caratteristiche disponibili figurano anche il monitoraggio delle temperature di esercizio e dei consumi energetici, il tutto accompagnato da un’interfaccia grafica particolarmente fluida, aggiornata fino a 60 fotogrammi al secondo.
Lancio previsto sul Mac App Store
Una volta conclusa la fase di beta test, Plummer prevede di distribuire l’applicazione attraverso il Mac App Store. Fino ad allora, il programma rimane disponibile gratuitamente per tutti gli utenti interessati a provarlo.
Nei piani dello sviluppatore c’è anche una futura versione per Windows, oltre alla possibilità di introdurre un’edizione Pro con funzionalità aggiuntive.
Plummer non esclude inoltre che, qualora il progetto continui a suscitare interesse, il codice sorgente possa essere reso pubblico, consentendo alla comunità di contribuire direttamente allo sviluppo del software.
Un dettaglio curioso è che solo di recente lo stesso Dave Plummer aveva espresso critiche nei confronti di Windows 11, tornando ora sotto i riflettori con un progetto destinato a una piattaforma concorrente.
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