Gli autori di Dispatch ammettono: il gioco altera di nascosto le probabilità

Durante la Game Developers Conference 2026, uno degli eventi più importanti per l’industria videoludica, gli sviluppatori hanno condiviso numerosi retroscena sulla creazione dei loro giochi. Oltre a parlare di grafica, design e produzione, alcuni team hanno deciso di rivelare anche i meccanismi nascosti che influenzano il gameplay.
Tra le rivelazioni più interessanti c’è quella di AdHoc Studio, che ha ammesso apertamente che il loro titolo Dispatch modifica segretamente alcune probabilità mostrate ai giocatori. Il sistema, spiegano gli sviluppatori, è stato progettato per evitare frustrazione e mantenere alto il coinvolgimento durante le missioni.
Nel gioco, i giocatori devono gestire una squadra di supereroi e inviarli in diverse missioni operative. Il successo di ogni incarico dipende dalle abilità dei personaggi e dalle percentuali mostrate nel menu. Tuttavia, secondo quanto rivelato dagli autori, quelle percentuali non riflettono sempre la reale probabilità di successo.
Probabilità “truccate” per favorire i giocatori
Durante la conferenza, gli sviluppatori hanno spiegato che alcune missioni con una probabilità di successo pari o superiore al 76% vengono in realtà garantite automaticamente per tre tentativi consecutivi. In pratica, se il giocatore affronta più missioni con quelle percentuali, il sistema assicura che vengano completate senza fallimenti nelle prime tre occasioni.
Dopo queste tre vittorie garantite, il sistema rimuove silenziosamente questa protezione e il gioco torna a utilizzare le probabilità reali. Se una missione con percentuale pari o superiore al 76% dovesse comunque fallire, il ciclo di protezione viene riattivato.
Secondo Nick Herman, cofondatore dello studio, questo sistema è stato pensato per evitare che i giocatori percepiscano il gioco come ingiusto o troppo punitivo.
Eliminiamo la vittoria automatica dopo tre successi consecutivi e torniamo alle probabilità reali. Se una missione fallisce nonostante una probabilità alta, il ciclo si riattiva per evitare frustrazione nei giocatori.

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Anche i fallimenti vengono “corretti” dal sistema
Il sistema non interviene solo nei casi favorevoli. Anche quando una missione ha probabilità molto basse, comprese tra 1% e 14%, il gioco modifica segretamente i valori portandoli almeno al 15%. In questo modo aumenta leggermente la possibilità di successo e mantiene la partita più dinamica.
Gli sviluppatori hanno spiegato che questa idea è stata influenzata dal famoso “ciclo XCOM”, il sistema utilizzato nei giochi tattici della serie sviluppata da Firaxis Games. Anche in quei titoli alcune probabilità vengono adattate dietro le quinte per rendere l’esperienza meno frustrante, nonostante le percentuali mostrate sullo schermo.
Un finale completamente onesto
Secondo Dennis Lenart, cofondatore di AdHoc Studio, il sistema di aiuti scompare completamente nell’episodio finale della stagione. In quel momento il gioco smette di modificare le probabilità e lascia che tutto dipenda esclusivamente dai numeri reali.
La scelta è stata intenzionale: gli sviluppatori volevano che il finale risultasse più duro, imprevedibile e narrativamente intenso, sottolineando il caos che si sviluppa nella città durante le ultime missioni.
Un successo nato nonostante i rifiuti
Durante il panel alla conferenza è emerso anche un altro retroscena interessante. Molti editori inizialmente avevano rifiutato di pubblicare Dispatch. Nonostante questo, il team ha deciso di proseguire con lo sviluppo del progetto.
Secondo gli autori, proprio questi rifiuti hanno portato a migliorare il gioco. Il team ha infatti eliminato diverse meccaniche e idee che non li convincevano completamente, concentrandosi solo sugli elementi davvero solidi.
La strategia sembra aver funzionato: la prima stagione di Dispatch, pubblicata tra ottobre e novembre, ha raggiunto circa tre milioni di copie vendute. Dopo questo risultato, lo studio sta già valutando la possibilità di sviluppare un seguito del gioco.
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