Foggia Smart City: tra promesse verdi e ombre di sorveglianza
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Foggia si prepara a diventare una Smart City, ma dietro le parole accattivanti del Comune si nasconde un progetto ben più complesso e controverso. Sul sito ufficiale del Comune di Foggia è apparso un video che promuove un’iniziativa di “sorveglianza e credito sociale green” ispirata al World Economic Forum (WEF). Annunciata per il 21 marzo 2025, la trasformazione della città in un modello digitale e sostenibile solleva interrogativi su privacy, controllo e libertà personale. Ecco cosa c’è davvero dietro questa rivoluzione tecnologica.
Disclaimer
Questo articolo si basa su informazioni provenienti da canali Telegram di informazione indipendente. L’obiettivo è presentare questi dati in modo oggettivo, senza intenti allarmistici o interpretazioni nascoste. I lettori sono invitati a valutare autonomamente le informazioni fornite e a trarre le proprie conclusioni.
Un comunicato stampa che nasconde la verità?
Il Comune ha diffuso un comunicato stampa che dipinge il progetto come un passo verso il futuro: un gemello digitale della città e una mobilità sostenibile al centro dell’attenzione. Si parla di una mappa interattiva delle piste ciclabili, del sistema Q-Cumber per monitorare il territorio e di Foggia Notice, un’app per comunicazioni dirette ai cittadini. Ma il linguaggio burocratico e vago sembra studiato per rassicurare, senza svelare il vero volto di queste tecnologie. Come vedremo, i dettagli emergono altrove, e raccontano una storia diversa.
Smartcity3D: il totalitarismo digitale a portata di app
Sul sito dedicato foggiasmartcity.it, il progetto Smartcity3D viene descritto come un gemello digitale di Foggia: una riproduzione in tempo reale della città, alimentata da telecamere e intelligenza artificiale. Sviluppato in collaborazione con Digitarca s.r.l., questo sistema offre un livello di sorveglianza impressionante, capace di tracciare veicoli e persone con una precisione inquietante. Disponibile anche come app su Play Store, mette il controllo capillare della città letteralmente nelle mani di chiunque abbia un telefono. Altro che semplice innovazione: qui si profila un monitoraggio costante, accessibile con un click.
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Q-Cumber: Credito Sociale Climatico con l’impronta del WEF
Il progetto Q-Cumber, presentato come una mappa interattiva per rilevare anomalie ambientali, è molto più di questo. Il sito ufficiale rivela che le aziende (gli “stakeholders”) useranno questi dati per collaborare con il Comune e imporre ai cittadini comportamenti “sostenibili”. Un video promozionale su foggiasmartcity.it (minuto 3:10) lo dice senza giri di parole: Q-Cumber monitorerà traffico e abitudini, premiando i cittadini “virtuosi” con un sistema di ricompense – una sorta di credito sociale climatico. E chi c’è dietro? Microsoft, che avrà accesso ai dati di movimento, acquisti e attività dei foggiani, giustificato dalla filosofia degli “open data” come patrimonio pubblico per aziende e governi.
Il richiamo è esplicito: al minuto 3:17 del video si cita Stakeholder Capitalism di Klaus Schwab, fondatore del WEF, come ispirazione per manipolare i comportamenti verso la sostenibilità. A supporto, il progetto LoRA usa centraline per monitorare la qualità dell’aria e le emissioni di CO2, mentre Foggia Ciclabile disincentiva l’uso dell’auto. L’obiettivo? Una città green, sì, ma a costo di un controllo pervasivo.
Una distopia in fase sperimentale
Il comunicato stampa omette un dettaglio cruciale: Foggia è un banco di prova per Q-Cumber, un sistema che potrebbe espandersi in tutta Italia. Giuseppe Magro, CEO di Q-Cumber e volto del progetto sul sito del Comune, non nasconde le ambizioni: trasformare questa tecnologia in un social network ambientale, dove i cittadini si sorvegliano a vicenda, denunciando chi non rispetta le regole verdi. Un mix di fanatismo ecologista e controllo sociale che richiama le atmosfere oppressive di 1984, ma con un twist moderno: la partecipazione attiva degli stessi sorvegliati.
Promesse verdi o catene digitali?
Foggia si appresta a diventare una smart city, ma il prezzo potrebbe essere alto. Dietro la facciata di sostenibilità e innovazione si staglia un sistema di sorveglianza totale, giustificato dall’ideologia green e benedetto dal WEF. Il gemello digitale e Q-Cumber non sono solo strumenti tecnici: sono leve per indirizzare i comportamenti, premiando i “buoni” e punendo i “cattivi” in nome del clima. Con Microsoft a gestire i dati e un’app che rende tutto accessibile, la privacy diventa un ricordo. Foggia è solo l’inizio: se questo esperimento funziona, la distopia digitale potrebbe presto bussare alla tua porta. Sei pronto a vivere sotto l’occhio del Grande Fratello verde?
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