iPhone 17e alla prova del fuoco: un osso duro che guarda al passato

Siamo abituati a vedere Zach Nelson, il volto dietro il celebre canale YouTube JerryRigEverything, mettere a dura prova gli ultimi gioielli tecnologici, ma l’analisi dell’iPhone 17e ha riservato sorprese che vanno ben oltre la semplice resistenza fisica. Nel suo ultimo video, il tecnoblogger non si è limitato a graffiare e piegare il nuovo arrivato di casa Apple, ma ne ha esplorato le viscere, portando alla luce una strategia di produzione piuttosto insolita per il colosso di Cupertino: l’uso di componenti condivisi tra generazioni diverse.
Partendo dai test di resistenza “standard”, l’iPhone 17e si è comportato egregiamente. Il display, protetto dal vetro Ceramic Shield 2, ha iniziato a mostrare i primi segni di cedimento solo al sesto livello della scala di Mohs. Tuttavia, Nelson ha sottolineato un dettaglio interessante: a differenza delle ultime iterazioni del Corning Gorilla Glass viste su altri competitor, i solchi su questo iPhone sono quasi invisibili a occhio nudo, confermando l’ottimo lavoro di Apple sulla durabilità dei materiali trasparenti.
Il telaio, realizzato in alluminio riciclato, pur prestandosi facilmente ai graffi se attaccato con punte metalliche, ha dimostrato una rigidità strutturale invidiabile, uscendo praticamente indenne dal famigerato “bend test”. Persino la prova dell’accendino è stata superata con lode: la matrice dello schermo è rimasta sotto la fiamma viva per ben 20 secondi senza che i pixel riportassero danni permanenti o macchie nere.
Leggi anche:
Sotto la scocca: il curioso caso dei pezzi “riciclati” dall’iPhone 16e
Il vero colpo di scena, però, è arrivato durante la fase di disassemblaggio. Per accedere all’interno, Zach ha dovuto armarsi di pazienza e aria calda, dato che sia il display che il pannello posteriore sono saldamente incollati al telaio. Una volta rimosso l’ostacolo, è emersa la vera natura dell’iPhone 17e. Apple sembra aver abbracciato una filosofia di intercambiabilità quasi senza precedenti: molti dei componenti interni, tra cui la scheda madre, le fotocamere, la cover posteriore e persino la batteria, sono identici a quelli dell’iPhone 16e.
Questa scelta rende il dispositivo estremamente interessante dal punto di vista della riparabilità. Tuttavia, c’è un piccolo “prezzo” tecnico da pagare per questa modularità tra generazioni. Se si decide di utilizzare componenti del modello precedente per un aggiornamento o una riparazione “fai-da-te”, si rischia di perdere qualche funzionalità: ad esempio, è stato notato che la potenza della ricarica wireless scende drasticamente da 17W a soli 7W.
Un’altra curiosità riguarda la batteria: per sbloccare il meccanismo di rimozione, Apple richiede ora l’applicazione di una tensione specifica (una batteria da 9 volt), un sistema che sembra complicare leggermente la vita ai riparatori improvvisati ma che, nel complesso, non inficia il giudizio finale del blogger. Zach Nelson ha infatti promosso l’iPhone 17e a pieni voti, definendolo uno dei dispositivi più robusti e facilmente riparabili mai prodotti dall’azienda, un segnale positivo per chi cerca uno smartphone che duri nel tempo.
Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:
- Google News: bit.ly/gurugooglenews
- Telegram: t.me/guruhitech
- Facebook: facebook.com/guruhitechfb
- Instagram: instagram.com/guruhitech_official/
- X (Twitter): x.com/guruhitech1
- Bluesky: bsky.app/profile/guruhitech.bsky.social
- Rumble: rumble.com/user/guruhitech
- VKontakte: vk.com/guruhitech
- MeWe: mewe.com/i/guruhitech
- Skype: live:.cid.d4cf3836b772da8a
- WhatsApp: bit.ly/whatsappguruhitech
Esprimi il tuo parere!
Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.
Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].
Scopri di piรน da GuruHiTech
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
