La Cina accelera sui semiconduttori: avviata la produzione in serie di impianti per chip a 7 nanometri

La Cina compie un nuovo passo verso l’autosufficienza tecnologica nel settore dei semiconduttori. A Shanghai è stata avviata la produzione in serie di nuovi impianti per la litografia DUV a immersione, una tecnologia che permetterà ai produttori locali di realizzare chip sempre più avanzati e di ridurre la dipendenza dalle forniture straniere.
Questi sistemi utilizzano la luce ultravioletta profonda (DUV) per incidere i circuiti sui wafer di silicio. Con una singola esposizione è possibile produrre semiconduttori secondo il processo produttivo a 28 nanometri, mentre ricorrendo alla tecnica della multi-esposizione è possibile arrivare alla realizzazione di chip con tecnologia fino a 7 nanometri.
Produzione locale sempre più strategica
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda l’elevato livello di componentistica nazionale. La maggior parte delle parti che compongono gli impianti viene infatti prodotta in Cina, anche se alcuni componenti particolarmente complessi continuano a essere acquistati da fornitori giapponesi.
Secondo le informazioni disponibili, SMIC, il principale produttore cinese di semiconduttori, avrebbe iniziato i test di queste apparecchiature già nel 2025, contribuendo alla fase di validazione prima dell’avvio della produzione su larga scala.
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Le prime consegne tra il 2026 e il 2027
Le prime unità destinate alla produzione industriale saranno consegnate ai produttori di chip nel corso del 2026. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a circa 20 sistemi prodotti entro il 2027, incrementando progressivamente la capacità produttiva nazionale.
Il confronto con il principale protagonista del settore evidenzia tuttavia il divario ancora esistente. La società olandese ASML, leader mondiale nella produzione di macchine per la litografia, prevede infatti di realizzare circa 130 impianti nel 2026, mantenendo una quota superiore al 90% del mercato globale.
L’avvio della produzione in serie rappresenta comunque un passaggio significativo per l’industria cinese dei semiconduttori, che continua a investire nello sviluppo di tecnologie proprietarie con l’obiettivo di rafforzare la propria competitività e ridurre la dipendenza dalle tecnologie estere.
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