Il mercato globale degli smartphone rallenta: la crisi potrebbe durare a lungo

Il mercato globale degli smartphone continua a perdere slancio e, secondo le più recenti analisi di Omdia, la fase negativa potrebbe protrarsi ancora a lungo. I nuovi dati relativi al secondo trimestre del 2026 mostrano infatti una contrazione delle spedizioni mondiali del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando le difficoltà di un settore alle prese con costi elevati, domanda più debole e consumatori sempre più prudenti.
Non tutti i produttori, però, hanno seguito la stessa traiettoria. Tra i cinque principali marchi mondiali, soltanto Samsung e Apple sono riuscite ad aumentare la propria quota di mercato. Samsung è passata dal 20% al 22%, mentre Apple ha compiuto un balzo ancora più evidente, salendo dal 16% al 20%. Secondo gli analisti, la crescita dell’azienda di Cupertino sarebbe stata sostenuta dalle buone vendite della gamma iPhone 17 e da una strategia di prezzo relativamente prudente.
Samsung e Apple avanzano, mentre Xiaomi, OPPO e vivo arretrano
La situazione appare meno favorevole per gli altri protagonisti della top 5. Xiaomi ha visto la propria quota scendere dal 15% all’11%, OPPO è passata dal 12% al 10% e vivo dal 9% all’8%. Il quadro evidenzia quindi una crescente concentrazione del mercato nelle mani dei due leader, proprio mentre il volume complessivo delle consegne continua a diminuire.

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Runar Bjørhovde, capo analista di Omdia, individua una delle maggiori aree di debolezza nella fascia di prezzo fino a 400 dollari, pari a circa 340 euro. È proprio in questo segmento che il calo delle vendite sarebbe stato più marcato, a causa dei margini ridotti per i produttori e dell’elevata sensibilità dei clienti anche a piccoli aumenti dei prezzi al dettaglio.
Il peso crescente dei componenti contribuisce a rendere ancora più complessa la situazione. Secondo le stime riportate dagli analisti, RAM e memoria interna possono rappresentare oltre il 60% del costo di uno smartphone economico, mentre nei dispositivi premium la loro incidenza supera comunque il 30%. Una pressione che spinge sempre più aziende a privilegiare modelli più costosi e potenzialmente più redditizi.
Smartphone ricondizionati in crescita e ripresa ancora lontana
Lo spostamento verso le fasce superiori del mercato produce però conseguenze dirette sulle abitudini dei consumatori. Molti utenti scelgono di rimandare l’acquisto di un nuovo smartphone oppure si orientano verso dispositivi ricondizionati, che stanno guadagnando popolarità come alternativa più conveniente. Il risultato è un ulteriore indebolimento della domanda di prodotti nuovi.
Le prospettive per la fine del 2026 restano quindi poco incoraggianti. Gli esperti prevedono che il mercato possa contrarsi ulteriormente nei prossimi mesi, mentre un calo significativo dei costi dei chip di memoria non sarebbe atteso prima della seconda metà del 2027.
Anche quando i prezzi dei componenti inizieranno a diminuire, tuttavia, una vera ripresa potrebbe richiedere più tempo. Secondo le previsioni, infatti, il settore difficilmente tornerà rapidamente ai livelli registrati nel 2024. Il mercato degli smartphone sembra dunque avviato verso una fase prolungata di assestamento, nella quale prezzi, margini e durata dei dispositivi avranno un ruolo sempre più decisivo nelle scelte di produttori e consumatori.
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