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Meta limita i contenuti su diete e salute mentale per gli adolescenti: nuove restrizioni globali

Meta ha annunciato un importante aggiornamento delle proprie politiche di sicurezza, introducendo a livello globale nuove limitazioni per gli account degli adolescenti su Instagram, Facebook e Messenger. L’obiettivo è ridurre l’esposizione ripetuta a contenuti legati a diete, salute mentale e attività fisica che, pur potendo avere una funzione informativa, potrebbero risultare dannosi se visualizzati in modo continuo da utenti più giovani.

Le nuove impostazioni verranno applicate automaticamente agli account teen e utilizzeranno un sistema di classificazione dei contenuti simile a quello impiegato nell’industria cinematografica per distinguere i contenuti adatti alle diverse fasce d’età. In questo modo, i post considerati non appropriati saranno nascosti in aree come feed, Reels, Esplora e altre sezioni di scoperta dei contenuti.

Come funzionano i nuovi filtri di Meta

Secondo l’azienda, il sistema non si limita a ridurre la visibilità dei post sensibili, ma limita anche le interazioni con account, eventi e contenuti che potrebbero non essere adatti agli adolescenti. Su Messenger, inoltre, vengono introdotti controlli aggiuntivi che possono restringere l’accesso a collegamenti e conversazioni contenenti informazioni considerate particolarmente delicate.

La funzionalità era stata introdotta inizialmente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada. Dopo una fase di test e perfezionamento, Meta ha deciso di estenderla a livello mondiale, coinvolgendo anche numerosi genitori nel processo di valutazione dei contenuti suggeriti agli utenti più giovani.

L’azienda sostiene che i risultati ottenuti siano incoraggianti. In una recente analisi, meno del 2% dei contenuti raccomandati agli adolescenti sarebbe stato giudicato inappropriato dai genitori coinvolti nella valutazione.

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Ridurre l’esposizione ripetuta ai contenuti sensibili

Meta ritiene che temi come salute mentale, alimentazione e benessere fisico possano avere valore educativo. Tuttavia, la visualizzazione continua di post sullo stesso argomento potrebbe influenzare negativamente alcuni utenti più vulnerabili. Per questo motivo, la piattaforma sta sperimentando sistemi in grado di interrompere la sequenza di contenuti simili, evitando che gli adolescenti ne visualizzino troppi consecutivamente.

Le nuove impostazioni sono state inoltre analizzate da ActiveFence, società specializzata nella sicurezza digitale. Secondo i dati diffusi da Meta, gli account adolescenziali con le protezioni attive mostrerebbero una quantità significativamente inferiore di contenuti destinati a un pubblico adulto rispetto ad altre piattaforme concorrenti.

Pressioni normative e controversie legali

L’aggiornamento arriva in un momento particolarmente delicato per Meta, che continua a essere al centro dell’attenzione di autorità e tribunali per le misure adottate a tutela dei minori. La Commissione Europea ha recentemente espresso dubbi sul rispetto del Digital Services Act (DSA), sostenendo che i sistemi attuali non impedirebbero in modo sufficientemente efficace l’accesso alle piattaforme da parte di utenti con meno di 13 anni.

Parallelamente, negli Stati Uniti l’azienda è stata coinvolta in diverse controversie giudiziarie legate alla sicurezza online dei minori. Alcune cause hanno accusato le piattaforme social di favorire comportamenti compulsivi e di non aver adottato misure adeguate per prevenire rischi legati alla salute mentale degli adolescenti.

Meta respinge queste accuse e afferma di investire risorse significative nello sviluppo di strumenti di moderazione, controllo parentale e protezione degli utenti più giovani. L’azienda sottolinea inoltre che la sicurezza online richiede anche la collaborazione delle famiglie e degli stessi utenti, poiché molti adolescenti tentano di aggirare i sistemi di verifica dell’età dichiarando informazioni non corrette.

Con questa nuova iniziativa, Meta punta a rafforzare ulteriormente la protezione degli adolescenti e a rispondere alle crescenti richieste di maggiore sicurezza sulle piattaforme social utilizzate quotidianamente da milioni di giovani in tutto il mondo.

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