GamesNews

Microsoft e Valve sotto accusa: class action negli USA per presunta collusione sui prezzi dei videogiochi PC

Una nuova causa collettiva presentata negli Stati Uniti mette nel mirino Microsoft e, indirettamente, Valve, sollevando dubbi sul funzionamento del mercato della distribuzione digitale dei videogiochi per PC. I ricorrenti, Max Rockman e Randall Moring, sostengono che alcune pratiche adottate dalle aziende abbiano contribuito a ridurre la concorrenza, rafforzando nel tempo la posizione dominante di Steam nel settore.

Secondo quanto riportato nei documenti legali, Microsoft avrebbe tratto vantaggio da una limitata competizione con la piattaforma di Valve. Questa situazione, a giudizio dei querelanti, avrebbe avuto conseguenze dirette sui consumatori, che si troverebbero a fronteggiare prezzi più elevati e una minore libertà di scelta nell’acquisto dei videogiochi.

I riferimenti ai precedenti procedimenti legali

Tra gli elementi citati nella causa compare anche il procedimento noto come Valve Corp. v. Abbruzzese. In particolare, i ricorrenti richiamano una decisione arbitrale del 2011 nella quale una specifica clausola dell’accordo tra Valve e Microsoft veniva descritta come potenzialmente collegata a pratiche di fissazione orizzontale dei prezzi.

Valve, tuttavia, aveva già contestato questa interpretazione in passato, sostenendo che il punto controverso riguardasse esclusivamente la politica di prezzo adottata da Microsoft per i propri titoli e non un accordo anticoncorrenziale tra le due aziende.

Leggi anche:

Le accuse legate alla parità dei prezzi

Un altro elemento centrale della nuova azione legale deriva dalla documentazione emersa nella disputa antitrust tra Wolfire Games e Valve. In tali materiali vengono citate comunicazioni interne di dipendenti Microsoft che discuterebbero della pratica della parità di prezzo applicata ai giochi pubblicati su Steam.

Secondo questa interpretazione, gli editori sarebbero incentivati o tenuti a mantenere prezzi simili sulle diverse piattaforme digitali. Alcune comunicazioni interne farebbero inoltre riferimento all’esistenza di tali richieste da parte di Steam, pur senza che esse risultino formalmente indicate nella documentazione pubblica del servizio.

Mancano prove dirette contro Valve

Nonostante le accuse, diversi osservatori sottolineano che la causa non presenta al momento prove dirette a sostegno delle ipotesi più gravi rivolte contro Valve. I giornalisti che hanno analizzato il fascicolo evidenziano inoltre il coinvolgimento dello studio legale Bucher Law, già protagonista in passato di iniziative contro la società proprietaria di Steam.

Valve aveva infatti accusato lo studio di interferenze improprie ed estorsione in una controversia conclusasi nel 2025. In seguito alla risoluzione del caso, l’azienda ha eliminato la clausola arbitrale presente nell’accordo utente di Steam.

Al momento né Microsoft né Valve hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla nuova class action. Resta quindi da capire se emergeranno ulteriori elementi in grado di confermare o smentire le accuse avanzate dai ricorrenti.

Fonte

Ti potrebbe interessare:
Segui guruhitech su:

Esprimi il tuo parere!

Che ne pensi di questa notizia? Lascia un commento nell’apposita sezione che trovi più in basso e se ti va, iscriviti alla newsletter.

Per qualsiasi domanda, informazione o assistenza nel mondo della tecnologia, puoi inviare una email all’indirizzo [email protected].

Condividi l'articolo

Scopri di piรน da GuruHiTech

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Piรน recenti
Vecchi Le piรน votate