OpenAI prepara un robot umanoide: Sam Altman promette una dimostrazione nel 2027

OpenAI potrebbe presto portare la propria intelligenza artificiale fuori dagli schermi e nel mondo fisico. Sam Altman, CEO dell’azienda che sviluppa ChatGPT, ha anticipato i piani per un robot umanoide. Ha indicato nel 2027 un possibile momento chiave per mostrarne pubblicamente le capacità.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI sta ampliando i propri interessi oltre i modelli di intelligenza artificiale puramente software. Inoltre, l’obiettivo sembra essere quello di sviluppare nuovi dispositivi attraverso i quali interagire con l’IA in maniera più naturale. La robotica è destinata a rappresentare uno dei progetti più ambiziosi.
Altman ha comunque ridimensionato le aspettative sui tempi di adozione: una dimostrazione potrebbe arrivare relativamente presto. Tuttavia, vedere robot di questo tipo diffusi nella vita quotidiana richiederà probabilmente ancora diversi anni.
OpenAI vuole mostrare il suo robot umanoide nel 2027
Parlando dei progetti futuri dell’azienda, Altman ha indicato il 2027 come l’anno nel quale OpenAI potrebbe realizzare una dimostrazione pubblica particolarmente significativa di un robot umanoide.
Questo non significa necessariamente che un prodotto commerciale sarà disponibile nello stesso anno. Una cosa è mostrare un prototipo capace di svolgere determinate attività in un ambiente controllato. Un’altra è realizzare un robot sufficientemente affidabile, sicuro ed economico da poter essere utilizzato su larga scala.
L’interesse di OpenAI per questo settore, del resto, non nasce oggi. L’azienda aveva riattivato il proprio lavoro interno sulla robotica nel 2025, dopo diversi anni di pausa. Inoltre aveva iniziato anche a cercare specialisti con competenze rilevanti per lo sviluppo di sistemi robotici. La nuova anticipazione di Altman suggerisce quindi che questi investimenti potrebbero iniziare a produrre risultati visibili.
La direzione è particolarmente interessante perché permetterebbe di combinare i progressi dei modelli di intelligenza artificiale con macchine capaci di percepire e interagire con l’ambiente fisico. Inoltre, è proprio questa convergenza, spesso definita embodied AI, a rappresentare una delle prossime grandi sfide dell’industria tecnologica.
Il settore nel frattempo sta accelerando: numerose aziende stanno investendo nei robot umanoidi. Tuttavia, la capacità di svolgere autonomamente attività complesse nel mondo reale rimane una sfida considerevole.

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Non solo robot: OpenAI lavora anche a nuovi dispositivi AI
Il robot umanoide sarebbe soltanto una parte della strategia hardware di OpenAI. L’azienda starebbe infatti sviluppando anche nuovi dispositivi dedicati all’intelligenza artificiale, pensati per superare almeno in parte l’interazione tradizionale basata su schermo, tastiera e mouse.
Secondo le informazioni riportate, uno dei dispositivi sarebbe destinato a essere utilizzato su una scrivania, mentre un altro avrebbe caratteristiche maggiormente portatili. Altman non avrebbe fornito una data precisa per il loro debutto.
La voce potrebbe giocare un ruolo centrale. Secondo Altman, all’interno di OpenAI i dipendenti starebbero utilizzando sempre più frequentemente le interazioni vocali con l’IA al posto della tastiera, soprattutto quando devono impartire istruzioni articolate.
L’idea è significativa: se i sistemi AI diventano capaci di comprendere richieste sempre più complesse e di agire autonomamente per soddisfarle, l’interfaccia utilizzata per comunicare con loro potrebbe diventare molto diversa da quella dei computer e degli smartphone tradizionali.
Dal chatbot a un’intelligenza artificiale che agisce nel mondo reale
La robotica rappresenterebbe un cambiamento sostanziale per OpenAI. Un modello linguistico opera principalmente in un ambiente digitale, mentre un robot deve interpretare continuamente ciò che accade intorno a lui, muoversi nello spazio e reagire correttamente a situazioni imprevedibili.
È quindi ancora presto per sapere quali capacità avrà effettivamente il robot di OpenAI o quale sarà la sua destinazione finale. Le parole di Altman indicano però che il progetto non è soltanto un’ipotesi a lungo termine: il 2027 potrebbe diventare l’anno della prima vera dimostrazione pubblica.
Per il momento resta necessario distinguere tra una dimostrazione tecnologica e l’arrivo di un prodotto destinato ai consumatori. La prospettiva delineata da OpenAI è comunque chiara: l’intelligenza artificiale del futuro potrebbe non limitarsi a rispondere attraverso un computer, ma acquisire progressivamente la capacità di vedere, muoversi e interagire direttamente con il mondo fisico.
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