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Telegram nel caos: falsi messaggi inviati dall’account ufficiale per colpa di un bug

Nelle scorse ore numerosi utenti Telegram hanno segnalato la comparsa di messaggi sospetti visualizzati come inviati dall’account ufficiale del supporto tecnico del celebre servizio di messaggistica. L’episodio, avvenuto nella notte del 9 maggio, ha rapidamente attirato l’attenzione della community e degli esperti di sicurezza informatica.

Secondo quanto riportato dalla testata “Codice Durov”, il problema non sarebbe stato causato da un attacco diretto ai server di Telegram o dal furto degli account ufficiali. Gli aggressori avrebbero invece sfruttato una vulnerabilità interna della piattaforma capace di alterare l’identità del mittente nei messaggi pubblicati nei gruppi.

Messaggi provocatori e minacce agli utenti

I messaggi comparsi durante l’attacco contenevano contenuti particolarmente allarmanti. Alcuni invitavano alla violenza, altri parlavano di una presunta integrazione di Telegram con servizi governativi, mentre altri ancora minacciavano il blocco del messenger nelle regioni degli utenti coinvolti.

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La particolarità dell’incidente è che, aprendo il profilo del mittente, gli utenti visualizzavano realmente l’account ufficiale del supporto Telegram. Questo ha contribuito a rendere i messaggi molto credibili e a generare confusione all’interno di diversi gruppi pubblici.

Secondo gli esperti di “Codice Durov”, la stessa tecnica avrebbe potuto essere utilizzata anche per impersonare altri account verificati o profili ufficiali non collegati direttamente a Telegram. I redattori della testata hanno infatti registrato casi simili che coinvolgevano altre organizzazioni.

La vulnerabilità sarebbe già stata corretta

Le prime informazioni indicano che Telegram sia riuscita a contenere rapidamente il problema, evitando una diffusione su larga scala dei messaggi falsi. La vulnerabilità sfruttata dagli aggressori sarebbe stata identificata e corretta nel giro di pochi minuti.

Al momento non risultano compromissioni dirette degli account degli utenti, ma l’episodio dimostra ancora una volta quanto possano essere pericolosi i bug legati ai sistemi di verifica e autenticazione all’interno delle piattaforme di messaggistica.

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