Un tribunale spagnolo ha davvero autorizzato un blocco di Cloudflare?

Recentemente, un rapporto ha rivelato che LaLiga e Telefonica hanno cercato misure di blocco potenziate per contrastare l’uso di Encrypted Client Hello. In questo contesto, l’affermazione di LaLiga secondo cui il blocco di Cloudflare potrebbe avere il supporto giudiziario merita un’analisi più attenta. Un processo in Spagna sugli ordini di blocco dinamici suggerisce un sistema semplificato che dia la priorità alla lotta alla pirateria, ma solleva preoccupazioni riguardo al potenziale di blocco eccessivo per terzi.
In un periodo in cui si sta intensificando la creazione di sistemi di blocco amministrativo, con poca o nessuna supervisione giudiziaria, le richieste di blocco stanno diventando sempre più comuni. Alcuni tribunali hanno iniziato a consentire alle parti in causa di risolvere autonomamente le loro controversie, evitando interventi non necessari.
La crescente tendenza verso il blocco di siti pirata ha suscitato polemiche, specialmente in Spagna, dove LaLiga e Telefonica hanno bloccato deliberatamente Cloudflare, nonostante i ripetuti avvertimenti sui danni collaterali. Questo spostamento da un blocco ordinato da un tribunale a sistemi gestiti in modo semi-privato sembra già in atto.
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In Spagna, gli ordini di blocco dinamico consentono ai detentori di diritti di affrontare siti pirata in modo più flessibile. Questi ordini, ottenuti da LaLiga, sono stati utilizzati per bloccare Cloudflare, con l’obiettivo di neutralizzare i siti pirata che utilizzano i suoi servizi. LaLiga ha difeso questa azione, affermando che il blocco di determinati indirizzi IP è il risultato di un’ordinanza giudiziaria finale.
L’articolo 138 della Legge sulla Proprietà Intellettuale spagnola consente ai detentori di diritti di richiedere ingiunzioni per fermare attività illecite. Tuttavia, se il trasgressore è un operatore di un sito pirata che ignora le comunicazioni, l’ingiunzione potrebbe risultare inefficace. In Spagna, si preferisce citare in giudizio gli ISP, che hanno abbonati che consumano contenuti dai siti pirata.
Oggi, gli ISP non solo collaborano, ma sono anche costretti a farlo. Con l’aumento delle richieste di blocco, le compagnie come Telefonica accettano le condizioni proposte da LaLiga per evitare conflitti legali.
Il risultato di questi sviluppi è un sistema in cui gli ordini di blocco, sebbene siano autorizzati da un tribunale, possono avere effetti collaterali significativi, come l’impossibilità per gli utenti legittimi di accedere a siti protetti da Cloudflare. LaLiga ha affermato di preferire lavorare con Cloudflare piuttosto che bloccarlo, ma le attuali pratiche giuridiche non sembrano offrire alcuna garanzia contro il blocco eccessivo.
Mentre la lotta contro la pirateria continua, è fondamentale che vengano stabiliti meccanismi di controllo per evitare che queste misure di blocco compromettano la libertà di accesso a Internet e i diritti fondamentali degli utenti.
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