WhatsApp testa un abbonamento a pagamento: cosa include il nuovo piano

WhatsApp starebbe sperimentando un nuovo modello basato su abbonamento mensile, introducendo una formula opzionale chiamata WhatsApp Plus. Secondo le prime informazioni, il servizio è attualmente in fase di test limitato e punta a offrire funzionalità aggiuntive dedicate soprattutto alla personalizzazione dell’interfaccia.
L’azienda ha confermato che si tratta di una prova su un numero ristretto di utenti, con l’obiettivo di raccogliere feedback e valutare l’interesse reale verso questo tipo di proposta. Il punto centrale resta chiaro: l’abbonamento non sarà obbligatorio, ma rappresenterà una possibilità in più per migliorare l’esperienza d’uso.
Funzioni extra ma soprattutto estetiche
Il nuovo piano introduce una serie di funzionalità aggiuntive, ma si tratta principalmente di elementi estetici piuttosto che innovazioni strutturali. Tra le novità più evidenti troviamo la possibilità di fissare fino a 20 chat, contro il limite di tre previsto nella versione gratuita.
A questo si aggiungono temi personalizzati, nuove suonerie e una gestione più flessibile degli elenchi di chat. Si tratta quindi di strumenti pensati per rendere l’app più personalizzabile e adatta ai gusti individuali, senza però modificare in modo sostanziale le funzionalità principali del servizio.
Questa scelta suggerisce che Meta stia puntando a monetizzare senza compromettere l’esperienza base, mantenendo gratuita la maggior parte delle funzioni essenziali.

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Prezzo e disponibilità
Per quanto riguarda il costo, nell’Unione Europea il prezzo previsto è di circa 2,49 euro al mese. In altri mercati, come il Pakistan, la cifra si adatta al contesto locale, mentre a livello globale si ipotizza un costo medio attorno ai 2,5 dollari mensili.
È previsto anche un periodo di prova gratuito, che permetterà agli utenti di testare le funzionalità premium prima di decidere se sottoscrivere l’abbonamento.
Un aspetto importante è che l’abbonamento non rimuove la pubblicità presente nella sezione Stato, dove gli annunci sono già stati introdotti in precedenza. Questo indica che il modello di business continuerà a basarsi anche sulle entrate pubblicitarie.
Un ritorno al passato?
Non è la prima volta che WhatsApp sperimenta un modello a pagamento. In passato, l’app prevedeva un piccolo abbonamento annuale, poi eliminato dopo l’acquisizione da parte di Facebook nel 2016. Da quel momento, la strategia si è concentrata su servizi business e strumenti per le aziende.
Con questo nuovo test, la piattaforma sembra voler esplorare una via alternativa, cercando di introdurre entrate aggiuntive senza snaturare il servizio principale. Resta da vedere se gli utenti saranno disposti a pagare per funzioni principalmente estetiche o se il progetto verrà rivisto prima di un eventuale lancio globale.
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