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Xiaomi Pad 9 Pro Max sfida i migliori tablet Android con prestazioni da record

Con Xiaomi Pad 9 Pro Max, Xiaomi prova a ridurre ulteriormente la distanza tra tablet e notebook. Il nuovo modello di punta punta soprattutto su produttività, studio, multitasking e gaming, combinando un grande display da 13,3 pollici con il potente chip proprietario XRING O3.

Le prime prove pubblicate dalla stampa specializzata descrivono un dispositivo estremamente veloce, capace di superare nei benchmark gli attuali tablet Android concorrenti. Ma la potenza non è l’unico elemento interessante: Pad 9 Pro Max può trasformarsi in un secondo monitor, supporta una tastiera dedicata e uno stilo e dispone di una batteria da 12.000 mAh con ricarica a 120 W.

Grande quasi quanto un foglio A4, ma spesso appena 5,8 mm

Il design riflette chiaramente l’ambizione di trasformare Xiaomi Pad 9 Pro Max in uno strumento da lavoro. La scocca è ricavata da un unico pezzo di alluminio e le dimensioni sono paragonabili a quelle di un foglio A4, mentre lo spessore si ferma a 5,8 mm.

Il peso rilevato nelle prime prove è di circa 635 grammi nella versione standard, mentre il modello con trattamento antiriflesso arriva a circa 661,5 grammi. Aggiungendo la tastiera dedicata si raggiungono invece circa 1,31 kg, entrando a tutti gli effetti nel territorio dei notebook ultraportatili.

Xiaomi propone anche uno stilo, che può essere agganciato magneticamente al lato del tablet e ricaricato direttamente dal dispositivo. Il lettore di impronte digitali è incorporato nel pulsante di accensione.

Interessante anche la connettività fisica: la porta USB Type-C con standard USB 3.2 Gen 2 permette trasferimenti fino a 10 Gbps. Nella confezione viene inoltre fornito l’alimentatore da 120 W.

Xiaomi resta fedele all’LCD: 13,3 pollici e fino a 144 Hz

Mentre numerosi tablet premium stanno passando ai pannelli OLED, Xiaomi ha scelto nuovamente un display LCD. Pad 9 Pro Max utilizza uno schermo da 13,3 pollici con risoluzione di 3.408 x 2.272 pixel e rapporto d’aspetto 3:2, particolarmente adatto alla produttività e alla visualizzazione di documenti.

Il pannello supporta una profondità colore a 12 bit, copertura completa dello spazio P3, HDR10, Dolby Vision e Vivid HDR. La luminosità dichiarata raggiunge i 1.000 nit: nelle prove riportate dalla fonte sono stati misurati circa 770 nit impostando manualmente il livello massimo e circa 1.040 nit utilizzando la regolazione automatica.

È disponibile anche una variante con rivestimento antiriflesso. La superficie opaca riduce sensibilmente riflessi e impronte e offre una sensazione tattile simile alla carta, risultando particolarmente interessante per scrittura e disegno. Il compromesso riguarda la resa visiva: in ambienti con illuminazione moderata o ridotta, colori e contrasto appaiono meno incisivi rispetto alla versione lucida.

La frequenza di aggiornamento può essere impostata a 60, 90 o 144 Hz. Molte applicazioni si fermano a 120 Hz, mentre i 144 Hz sono sfruttabili soprattutto nei giochi ottimizzati.

Da tablet a monitor esterno con un solo cavo USB-C

Una delle funzioni più particolari di Xiaomi Pad 9 Pro Max è la possibilità di utilizzarlo come monitor portatile collegandolo a un altro dispositivo attraverso un singolo cavo USB Type-C compatibile con l’uscita video.

Collegandolo a un MacBook, per esempio, il tablet diventa un secondo display con refresh rate fino a 120 Hz, anche se senza input touchscreen. Con i computer Windows è invece possibile utilizzare anche lo stilo, trasformando di fatto il Pad 9 Pro Max in una sorta di tavoletta grafica con schermo.

Con Windows è disponibile anche una connessione wireless, rinunciando però al funzionamento dello stilo previsto attraverso il collegamento cablato.

La funzione può tornare utile anche nel gaming. Una Nintendo Switch può essere collegata al tablet per giocare sfruttando il suo ampio display, utilizzando separatamente i controller Joy-Con. Secondo le prove disponibili, al momento della pubblicazione non era invece implementato il supporto equivalente per Switch 2.

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XRING O3 spinge Xiaomi Pad 9 Pro Max ai vertici dei benchmark

Il cuore del tablet è il Xiaomi XRING O3, processore proprietario realizzato con processo produttivo a 3 nm e dotato di 10 core, affiancato dalla GPU ARM Mali G2-Ultra NX.

Tutte le configurazioni utilizzano memoria interna UFS 4.1, mentre cambia la RAM. La versione con 8 GB utilizza LPDDR5X da 8.533 Mbps, quelle con 12 o 16 GB adottano LPDDR5T da 9.600 Mbps. La configurazione superiore da 16 GB di RAM e 1 TB di archiviazione passa invece alla più recente LPDDR6 da 10.667 Mbps.

I risultati sintetici riportati dalle prime recensioni sono notevoli. In AnTuTu v12, Pad 9 Pro Max raggiunge circa 5,42 milioni di punti. In Geekbench 6 vengono indicati circa 3.680 punti in single-core e 13.825 in multi-core.

Secondo il confronto riportato dalla fonte, tra i tablet il dispositivo rimane dietro all’iPad Pro con M5, accreditato di 4.139 e 16.570 punti rispettivamente nei due test Geekbench, ma si posiziona davanti ai modelli Android presi in esame.

HyperOS 4 punta forte sul multitasking

L’hardware viene accompagnato da HyperOS 4 basato su Android 16. Xiaomi ha dedicato particolare attenzione alla gestione contemporanea delle applicazioni, elemento fondamentale su uno schermo di queste dimensioni.

È possibile visualizzare contemporaneamente fino a tre applicazioni in modalità suddivisa e aggiungerne altre tre all’interno di un elenco orizzontale richiamabile tramite gesture. Le dimensioni delle finestre possono essere modificate liberamente e quasi tutte le app, fatta eccezione per alcuni giochi, possono essere avviate anche in modalità finestra mobile.

Sono caratteristiche che, insieme alla tastiera, allo stilo e alla possibilità di trasformare il dispositivo in un monitor esterno, rendono Pad 9 Pro Max decisamente più versatile rispetto a un tablet pensato esclusivamente per l’intrattenimento.

Nei giochi supera i 100 fps, ma temperature e consumi salgono

Le prestazioni dell’XRING O3 emergono soprattutto nei videogiochi. In Genshin Impact, con impostazioni grafiche massime, i test riportano una media di 59,9 fps e un consumo di circa 5,5 W, utilizzando però una risoluzione interna di 1.620 x 1.080 pixel.

Attraverso gli strumenti gaming di HyperOS è possibile attivare l’upscaling fino a 3.240 x 2.160 pixel insieme alla generazione dei fotogrammi. In questa configurazione la media arriva a circa 119,7 fps, ma il consumo sale a 11,1 W e la temperatura della scocca può avvicinarsi ai 50 °C.

Honkai: Star Rail raggiunge circa 59,5 fps, mentre Wuthering Waves registra 59,2 fps a 2.160 x 1.440 pixel, con temperature fino a 44,6 °C e un assorbimento di 9,84 W. Honor of Kings può invece arrivare a 144 fps, mentre PUBG Mobile riesce a mantenersi sopra i 140 fps in modalità 2K a 144 fps nelle condizioni della prova.

I test citati indicano inoltre consumi inferiori rispetto ai tablet analizzati con Snapdragon 8 Elite Gen 5 e Dimensity 9500, un risultato particolarmente importante considerando le dimensioni e le prestazioni del dispositivo.

Batteria da 12.000 mAh e ricarica completa in circa 51 minuti

Ad alimentare Pad 9 Pro Max troviamo una batteria da 12.000 mAh. Nei test effettuati tramite Wi-Fi e con luminosità impostata intorno ai 300 nit, mezz’ora di navigazione web consuma circa il 5% della batteria, mentre 30 minuti di riproduzione video Full HD richiedono circa il 4%.

La registrazione di video a 1080p porta il consumo al 9% in 30 minuti. Nello stesso intervallo Genshin Impact utilizza circa il 6% della carica, Honkai: Star Rail il 9% e Neverness to Everness l’8%. Una sessione di PUBG Mobile di 40 minuti, utilizzando impostazioni grafiche elevate, risoluzione 2K e 144 fps, consuma invece circa il 9%.

La ricarica è esclusivamente cablata e raggiunge 120 W. Con l’alimentatore incluso, secondo i test il tablet passa dallo 0 al 31% in 10 minuti, arriva al 57% in 20 minuti e al 75% dopo mezz’ora. Per raggiungere il 100% servono circa 51 minuti.

Pad 9 Pro Max può inoltre fornire energia ad altri dispositivi collegati, una funzione utile anche per accessori o console portatili.

Potenza da riferimento, ma il tablet non viene reinventato

Le prime prove delineano un Xiaomi Pad 9 Pro Max particolarmente competitivo sul fronte delle prestazioni. Il grande schermo 3:2, l’elevato refresh rate, il chip XRING O3, la buona autonomia e le funzioni di multitasking costruiscono una piattaforma adatta tanto all’intrattenimento quanto alla produttività.

La possibilità di utilizzarlo come monitor esterno amplia ulteriormente gli scenari d’uso, mentre il rivestimento antiriflesso opzionale può rappresentare un vantaggio per chi lavora spesso con stilo, documenti o in ambienti molto luminosi.

Rimangono alcuni compromessi. Con la tastiera il peso si avvicina a quello di un notebook, il display LCD non offre le stesse caratteristiche di contrasto di un OLED e le modalità gaming più aggressive fanno aumentare sensibilmente temperature e consumi.

Xiaomi, insomma, non sembra aver reinventato il concetto di tablet. Con Pad 9 Pro Max ha invece cercato di portare potenza, versatilità e funzioni da PC all’interno di uno dei suoi dispositivi Android più ambiziosi.

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