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La Cina presenta il suo chip Wi-Fi 7: AltoBeam ATBM6175 raggiunge 720 Mbps

La Cina compie un nuovo passo nello sviluppo di semiconduttori per le comunicazioni wireless. AltoBeam ha presentato ATBM6175, un chip progettato per portare il Wi-Fi 7 nei dispositivi elettronici compatti e relativamente economici. L’azienda lo definisce il primo chip cinese per la trasmissione dati basato sullo standard IEEE 802.11be, con tecnologie fondamentali sviluppate internamente. L’annuncio arriva il 5 novembre 2026 e punta soprattutto a un mercato diverso da quello dei router di fascia alta.

Il dato che attira subito l’attenzione è la velocità teorica massima di 720 Mbps. Non è un valore da record per il Wi-Fi 7, ma il nuovo componente è pensato per offrire alcune delle caratteristiche dello standard in prodotti nei quali spazio, consumi e costi contano più della velocità assoluta.

ATBM6175: 80 MHz, 4096-QAM e supporto MLO

Il chip AltoBeam ATBM6175 supporta canali wireless con larghezza fino a 80 MHz e la modulazione 4096-QAM (MCS13), che permette di trasportare più informazioni per ogni simbolo radio in condizioni di segnale favorevoli. Secondo le specifiche diffuse dall’azienda, la velocità massima a livello fisico arriva a 720 Mbps.

Un’altra caratteristica importante è il supporto a Multi-Link Operation (MLO), una delle novità più significative del Wi-Fi 7. Questa tecnologia permette ai dispositivi compatibili di sfruttare più collegamenti wireless per migliorare l’efficienza della comunicazione. I vantaggi effettivi dipendono però dall’implementazione del chip, dalle bande utilizzate e dalle caratteristiche del router.

È importante non confondere il valore di 720 Mbps con la velocità che vedrai durante un download. Si tratta di un picco teorico del collegamento radio: prestazioni reali, distanza dal punto di accesso, interferenze e protocolli possono ridurre la velocità effettivamente disponibile.

Il vero obiettivo è ridurre consumi e dimensioni

AltoBeam ha lavorato sull’architettura della sezione radio e della banda base, dichiarando miglioramenti nella sensibilità di ricezione e nella linearità della trasmissione. L’integrazione dei componenti è stata ottimizzata per contenere il consumo energetico e ridurre il numero di circuiti esterni necessari.

Questa scelta potrebbe interessare soprattutto i produttori di elettronica di consumo: inserire un modulo wireless avanzato in un dispositivo compatto richiede attenzione a temperatura, autonomia, ingombri e costo finale. Un chip progettato per semplificare questi aspetti può rendere il Wi-Fi 7 più accessibile anche fuori dai prodotti premium.

L’azienda non ha però diffuso, nelle informazioni disponibili, risultati di test indipendenti che permettano di confrontare direttamente ATBM6175 con chip concorrenti. Per valutare l’efficienza reale serviranno misurazioni su dispositivi commerciali.

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Wi-Fi 7 e Bluetooth insieme, con meno interferenze

Una delle aree su cui AltoBeam dichiara di aver lavorato maggiormente riguarda la coesistenza tra Wi-Fi e Bluetooth. I due sistemi possono utilizzare frequenze vicine o sovrapposte e, quando operano contemporaneamente in spazi ridotti, devono coordinare l’accesso allo spettro radio.

ATBM6175 integra una gestione rivista della convivenza tra le connessioni, con l’obiettivo di ridurre interferenze e rallentamenti quando un dispositivo trasferisce dati via Wi-Fi e comunica nello stesso momento con accessori Bluetooth. È una caratteristica potenzialmente utile per prodotti che devono mantenere connessioni wireless multiple senza aumentare troppo i consumi.

Anche in questo caso si tratta di benefici dichiarati dal produttore: l’efficacia dipenderà dalla progettazione del dispositivo finale e dalle condizioni d’utilizzo.

Perché un chip Wi-Fi 7 cinese è importante

La novità ha anche un significato industriale. AltoBeam sostiene di aver sviluppato autonomamente le tecnologie Wi-Fi 7 fondamentali del nuovo chip, un risultato che punta a rafforzare la filiera cinese dei semiconduttori per la connettività.

Questo non significa che la Cina non avesse già prodotti compatibili con il Wi-Fi 7 o componenti radio destinati a questo standard. La rivendicazione riguarda una specifica categoria di chip per la trasmissione dati e l’origine delle tecnologie impiegate, non il primato mondiale nell’intero settore Wi-Fi 7.

Il contesto normativo conta: la disponibilità delle frequenze a 6 GHz non è identica in tutti i Paesi. Di conseguenza, l’adozione del Wi-Fi 7 può avvenire con configurazioni radio differenti a seconda del mercato. Un componente che punta su canali da 80 MHz risponde a esigenze diverse rispetto ai chip destinati a router con canali molto più ampi.

Quando arriverà nei dispositivi in vendita?

Per il momento AltoBeam ha annunciato il componente e le sue caratteristiche tecniche, ma non risultano confermati prezzi, nomi dei primi dispositivi commerciali o una data di distribuzione internazionale. Non è quindi possibile stabilire quando un prodotto acquistabile in Italia utilizzerà ATBM6175.

Il messaggio del lancio è comunque chiaro: il Wi-Fi 7 non deve essere necessariamente associato a velocità estreme e hardware costoso. Con ATBM6175, AltoBeam punta a portare alcune delle tecnologie del nuovo standard in dispositivi più piccoli e accessibili, lasciando ai produttori il compito di dimostrare sul campo quanto siano concreti i vantaggi.

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