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Hacker usano 4 strumenti IA per svuotare i conti: allarme in India

Un gruppo hacker identificato come Crafty Falcon sta sfruttando strumenti di intelligenza artificiale per attaccare finanziarie, piattaforme fintech e servizi di criptovalute in India. L’allarme arriva dal Computer Emergency Response Team indiano (CERT-In), che il 4 novembre 2026 ha pubblicato un avviso classificato come critico. Gli aggressori cercano vulnerabilità nei sistemi informatici delle aziende e utilizzano le loro stesse interfacce di pagamento per trasferire denaro senza autorizzazione.

La particolarità della campagna è la velocità: quattro strumenti di IA pubblicamente disponibili permettono di automatizzare diverse fasi dell’intrusione, adattando i tentativi di attacco alle risposte dei sistemi presi di mira. La minaccia è considerata attiva e ancora in corso. CERT-In non ha però reso noti i nomi di tutte le aziende coinvolte né l’ammontare complessivo del denaro sottratto.

I quattro strumenti di intelligenza artificiale usati dagli hacker

L’agenzia indiana ha identificato ARTEX, PentAGI, Cairn e CyberStrikeAI. Si tratta di strumenti che possono essere impiegati per attività di analisi della sicurezza, ma che in questa campagna sarebbero stati utilizzati per individuare punti deboli, generare rapidamente script e adattare le tecniche di intrusione. La disponibilità pubblica di questi programmi non implica che tutti i loro utilizzatori svolgano attività illecite.

ARTEX è una famiglia di strumenti basati su modelli linguistici. PentAGI è un sistema multiagente progettato per automatizzare attività di penetration testing. Cairn viene descritto come un motore di ricerca per gli attacchi, mentre CyberStrikeAI è un framework per coordinare operazioni di sicurezza offensive. La combinazione consente agli aggressori di produrre numerose varianti di codice e modificare i tentativi senza dover intervenire manualmente su ogni passaggio.

Alcuni ricercatori hanno collegato almeno due di questi strumenti alla Cina. In particolare, ARTEX sarebbe stato impiegato in attacchi contro banche sudcoreane a partire dalla fine di settembre. Questo collegamento tecnologico non dimostra però che Crafty Falcon sia un gruppo cinese o sponsorizzato da uno Stato: CERT-In non ha attribuito pubblicamente la campagna a un Paese.

Come riescono a trasferire denaro dai conti delle finanziarie

Il bersaglio principale non è il singolo cliente che riceve un messaggio di phishing, ma l’infrastruttura digitale che le società finanziarie usano per elaborare pagamenti ed erogare prestiti. Gli aggressori sfruttano applicazioni esposte a Internet, credenziali compromesse e API di pagamento e di erogazione dei fondi, ossia i collegamenti software che consentono ai diversi sistemi di scambiarsi istruzioni finanziarie.

Una volta ottenuto un accesso non autorizzato, i criminali possono tentare di inviare istruzioni attraverso gli stessi canali utilizzati normalmente dall’azienda. In alcuni casi sono state osservate transazioni di prova da una sola rupia per verificare se il trasferimento funzionasse, prima di procedere con operazioni di valore maggiore. Le piattaforme di criptovalute sono esposte anche al rischio di furto delle chiavi dei portafogli digitali.

Gli attacchi vengono spesso concentrati nei fine settimana, nei giorni festivi e nelle fasce orarie con meno personale di sorveglianza. L’obiettivo è guadagnare tempo prima che qualcuno individui movimenti anomali. CERT-In segnala inoltre che alcune aziende già colpite sono state attaccate nuovamente dopo aver applicato correzioni di sicurezza incomplete.

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Oltre 700 bonifici non autorizzati: cosa è successo in India

L’allerta arriva dopo diversi incidenti nel settore finanziario indiano. Tra l’8 e il 9 ottobre, due società finanziarie con sede a Mumbai hanno subito una perdita complessiva di circa 2 milioni di dollari attraverso oltre 700 trasferimenti istantanei non autorizzati, secondo una denuncia citata da Reuters. Gli attaccanti avrebbero compromesso le API collegate ai sistemi di erogazione dei prestiti e ai conti presso ICICI Bank.

Nelle settimane successive sono emerse altre segnalazioni: State Bank of India ha comunicato la diffusione nel dark web di 3.897 registrazioni relative a clienti; Spandana Sphoorty Financial ha denunciato addebiti non autorizzati; AU Small Finance Bank sta esaminando una possibile fuga di dati.

Non è stato accertato che tutti questi episodi siano opera di Crafty Falcon. L’agenzia indiana non ha indicato quali incidenti recenti siano direttamente collegati al gruppo. È quindi importante distinguere la campagna identificata dalle altre violazioni segnalate nello stesso periodo.

Perché l’intelligenza artificiale rende questi attacchi più pericolosi

La differenza rispetto a un attacco informatico tradizionale non è una presunta capacità magica dell’IA di svuotare conti bancari. Il problema è la possibilità di automatizzare ricerca delle vulnerabilità, scrittura del codice e adattamento dei tentativi, riducendo il tempo necessario per passare dalla scoperta di un difetto al suo sfruttamento.

CERT-In raccomanda alle aziende finanziarie di monitorare i sistemi ininterrottamente, proteggere le API, separare gli ambienti di test da quelli operativi e verificare con particolare attenzione i nuovi beneficiari dei trasferimenti. Suggerisce anche controlli più severi sulle credenziali, sul cloud e sulle operazioni effettuate in orari insoliti.

Per chi utilizza servizi bancari e fintech, la notizia non significa che l’IA possa entrare automaticamente in qualsiasi conto personale. Evidenzia però un rischio concreto per le infrastrutture che gestiscono il denaro: quando i sistemi di pagamento sono compromessi, anche un’operazione apparentemente legittima può essere stata avviata da un aggressore.

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