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Apple Intelligence cambia volto: Siri AI, dettatura più precisa e Foto sempre più potente

Apple Intelligence entra in una nuova fase con una profonda evoluzione di Siri e una serie di funzioni basate sull’intelligenza artificiale integrate nel sistema operativo. Tra le novità annunciate da Apple figurano una dettatura più accurata, strumenti generativi avanzati per modificare le fotografie, una nuova applicazione dedicata a Siri e capacità multimodali in grado di comprendere ciò che appare sullo schermo o davanti alla fotocamera.

La nuova esperienza ruota attorno a Siri AI, progettata per utilizzare maggiormente il contesto personale dell’utente e interagire con applicazioni e contenuti presenti sui diversi dispositivi Apple.

Il debutto avviene inizialmente in beta e in lingua inglese. Apple prevede di ampliare successivamente il supporto linguistico includendo anche italiano, francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo.

La dettatura diventa più precisa con AFM Core Advanced

Una delle novità più immediate riguarda la dettatura integrata nel sistema. La tecnologia utilizza AFM Core Advanced, descritto da Apple come il suo modello on-device più avanzato per questo tipo di elaborazione.

L’obiettivo è rendere la trascrizione della voce più accurata anche quando si parla naturalmente, occupandosi automaticamente di elementi come punteggiatura, maiuscole e formattazione.

La funzione non è confinata a una singola applicazione, ma viene integrata trasversalmente nei dispositivi compatibili. Questo permette di utilizzare la voce per inserire testo in numerosi contesti senza dover modificare manualmente ogni frase dopo la trascrizione.

Anche la voce di Siri viene resa più espressiva. Gli utenti possono intervenire su parametri come ritmo e tono per personalizzare maggiormente l’esperienza con l’assistente.

Foto permette di cambiare l’inquadratura dopo lo scatto

L’intelligenza artificiale trova ampio spazio anche nell’app Foto, dove Apple introduce modelli più avanzati dedicati all’elaborazione delle immagini.

Una delle funzioni più interessanti è Reinquadratura Spaziale, pensata per modificare la prospettiva della fotocamera dopo aver già scattato una fotografia. L’obiettivo è consentire di migliorare la composizione senza dover necessariamente ricorrere a programmi di editing esterni.

La funzione Estendi permette invece di ampliare i confini originali dell’immagine, generando lo spazio necessario attorno ai soggetti presenti nella fotografia.

Migliora anche Ripulisci, lo strumento dedicato alla rimozione degli elementi indesiderati. Apple promette una ricostruzione più convincente delle zone eliminate, così da rendere meno evidenti gli interventi effettuati dall’intelligenza artificiale.

A queste funzioni si affianca Image Playground, che sfrutta un nuovo modello generativo eseguito attraverso l’infrastruttura cloud privata di Apple. Gli utenti possono generare immagini in diversi stili, compreso quello fotorealistico, e modificarle successivamente descrivendo semplicemente il risultato desiderato.

Siri ha finalmente una sua applicazione

Tra i cambiamenti più significativi compare una nuova app dedicata a Siri. L’assistente non viene quindi utilizzato soltanto attraverso la tradizionale interfaccia richiamabile dal sistema, ma dispone di uno spazio nel quale iniziare e recuperare le conversazioni precedenti.

La sincronizzazione tramite iCloud consente di continuare lo stesso dialogo passando da un dispositivo all’altro.

Una conversazione iniziata su iPhone, per esempio, può essere ripresa successivamente su Mac, iPad, Apple Watch o Apple Vision Pro senza dover fornire nuovamente tutto il contesto.

La nuova applicazione diventa inoltre un punto di accesso alle capacità generative di Apple Intelligence. Tra queste rientra la possibilità di creare immagini semplicemente descrivendole durante una conversazione con Siri.

Apple prevede anche di supportare SynthID, tecnologia destinata a facilitare l’identificazione dei contenuti generati o modificati tramite intelligenza artificiale.

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Siri può capire quello che appare sullo schermo

Un altro pilastro della nuova esperienza è la consapevolezza del contenuto visualizzato. Siri può analizzare ciò che l’utente sta guardando e utilizzare quelle informazioni per rispondere a una richiesta o eseguire un’azione.

Se sullo schermo è aperta la pagina della propria squadra sportiva preferita, per esempio, è possibile chiedere all’assistente di individuare le prossime partite casalinghe e aggiungerle al calendario.

La tecnologia viene declinata diversamente a seconda del dispositivo. Su iPhone le capacità multimodali sono integrate anche nell’app Fotocamera, permettendo a Siri di interpretare ciò che viene inquadrato.

Fotografando o inquadrando il manifesto di un festival, per esempio, il sistema può riconoscere le informazioni utili e trasformarle in un evento del calendario.

Su iPad l’Intelligenza Visiva entra nell’esperienza degli screenshot, mentre su Mac può essere richiamata tramite una scorciatoia da tastiera per selezionare una parte dello schermo e interrogarla. Su Apple Vision Pro, invece, l’interazione sfrutta anche la direzione dello sguardo.

Il contesto personale rende Siri più utile

La nuova Siri AI può utilizzare informazioni provenienti da messaggi, e-mail, fotografie e altre fonti personali per rispondere a richieste che in precedenza avrebbero richiesto numerosi passaggi manuali.

L’esempio fornito da Apple riguarda una richiesta apparentemente semplice: ricordare quale attività un familiare aveva consigliato per una futura visita.

L’assistente può cercare l’informazione nei messaggi, individuare eventualmente una ricetta collegata, recuperare istruzioni presenti in una vecchia e-mail e aggiungere gli ingredienti necessari alla lista della spesa in Promemoria.

Il principio è quello di consentire all’assistente di collegare informazioni distribuite tra diverse applicazioni, evitando che sia l’utente a doverle recuperare manualmente una alla volta.

Siri può inoltre interagire con applicazioni di terze parti. Tra gli esempi indicati figurano l’invio di messaggi tramite WhatsApp e la riproduzione di audiolibri attraverso Audible. Sono previste ulteriori integrazioni con applicazioni come Microsoft Outlook, Notability e Tripsy.

Siri diventa anche uno strumento per scrivere

Le nuove capacità generative interessano anche la produzione di testi. Gli strumenti di scrittura integrati permettono a Siri di creare un contenuto partendo da una descrizione oppure di modificare un testo già esistente seguendo istruzioni specifiche.

In applicazioni come Mail e Messaggi, il sistema può adattare maggiormente il risultato allo stile normalmente utilizzato dall’utente con un determinato destinatario, prendendo in considerazione elementi come tono e punteggiatura.

Apple Intelligence può inoltre assistere nella revisione del testo mentre viene scritto, con un’integrazione che non riguarda esclusivamente le applicazioni sviluppate da Apple.

Anche Safari diventa più intelligente

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale di Apple raggiunge infine Safari. Una delle novità riguarda l’organizzazione automatica delle schede aperte in base agli argomenti, pensata per rendere più semplice orientarsi quando si accumulano numerose pagine.

La funzione Notificami consente invece di ricevere un avviso quando cambia un elemento specifico di un sito web. Tra gli scenari indicati rientrano il ritorno disponibile di un prodotto precedentemente esaurito o una variazione del suo prezzo.

Apple introduce inoltre la possibilità di creare estensioni personalizzate attraverso una descrizione, abbassando la barriera tecnica necessaria per automatizzare alcune attività nel browser.

Con questa generazione di Apple Intelligence, l’azienda punta dunque a trasformare l’IA da insieme di funzioni separate a componente trasversale dell’ecosistema. La nuova Siri AI è il fulcro di questa strategia: comprende meglio voce, schermo e contesto personale e può utilizzare queste informazioni per svolgere attività direttamente nelle applicazioni.

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