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Amazon porta i suoi inserzionisti su ChatGPT: nasce una nuova frontiera per la pubblicità conversazionale

Amazon Ads e OpenAI hanno stretto una nuova partnership che permetterà agli inserzionisti della piattaforma pubblicitaria di Amazon di estendere le proprie campagne anche a ChatGPT. L’iniziativa è stata annunciata il 10 settembre 2026 e parte inizialmente come progetto pilota destinato a un gruppo selezionato di aziende negli Stati Uniti.

La novità rappresenta un passaggio importante per il mercato pubblicitario legato all’intelligenza artificiale. Le conversazioni con gli assistenti IA stanno infatti diventando un nuovo punto di contatto tra consumatori e aziende, soprattutto quando gli utenti cercano consigli su prodotti, viaggi, attività o possibili acquisti.

Per Amazon si tratta quindi di estendere il proprio ecosistema pubblicitario oltre i suoi servizi tradizionali, consentendo ai brand di raggiungere gli utenti anche mentre interagiscono con ChatGPT.

Come funzioneranno gli annunci Amazon su ChatGPT

Il nuovo programma permette agli inserzionisti che utilizzano Amazon Ads di ampliare le proprie campagne includendo l’inventario pubblicitario disponibile su ChatGPT. Amazon presenta l’integrazione come un modo per raggiungere gli utenti all’interno delle esperienze di chat conversazionale.

Gli annunci potranno essere visualizzati sotto le risposte dell’assistente e assumere la forma di testo o immagini. La gestione delle campagne passa attraverso l’infrastruttura pubblicitaria di Amazon, mentre il sistema pubblicitario di OpenAI determina la distribuzione degli annunci.

Un esempio permette di comprendere meglio il meccanismo. Se una persona utilizza ChatGPT per informarsi sulla preparazione di una maratona, dopo la risposta potrebbe comparire separatamente un contenuto sponsorizzato relativo, per esempio, a scarpe da running.

Questo non significa che l’annuncio diventi parte della risposta generata dall’intelligenza artificiale: contenuto dell’assistente e pubblicità rimangono separati, con i posizionamenti commerciali mostrati al di sotto delle risposte e identificati come sponsorizzati.

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Amazon punta sulla crescita degli annunci conversazionali

La collaborazione mostra quanto rapidamente i chatbot stiano diventando interessanti anche dal punto di vista commerciale.

Chris Conetta, Director of Omnichannel Supply di Amazon DSP, ha definito gli annunci conversazionali una delle opportunità di coinvolgimento in più rapida crescita per consentire ai marchi di raggiungere pubblico nuovo ed esistente.

L’idea è semplice: gli utenti non utilizzano più l’intelligenza artificiale soltanto per ottenere spiegazioni o scrivere testi. Sempre più conversazioni possono precedere una decisione concreta, dalla scelta di una destinazione alla ricerca di un prodotto.

Per gli inserzionisti diventa quindi interessante essere presenti in questi momenti, purché rimanga chiara la distinzione fra risposta organica e contenuto sponsorizzato.

La sperimentazione riguarda per ora inserzionisti selezionati negli Stati Uniti. Tra le aziende indicate nella fase iniziale figura anche Delta Vacations.

Un cambio di strategia per Amazon

La partnership è interessante anche alla luce dell’approccio adottato in precedenza da Amazon nei confronti degli assistenti di intelligenza artificiale.

L’azienda aveva infatti limitato in maniera significativa l’accesso automatizzato al proprio negozio online da parte di piattaforme esterne come ChatGPT, Claude e Gemini, mentre sviluppava parallelamente strumenti proprietari basati sull’intelligenza artificiale.

L’apertura del suo ecosistema pubblicitario verso ChatGPT segue una logica differente: invece di considerare i chatbot esclusivamente come potenziali intermediari tra Amazon e i suoi clienti, l’azienda può sfruttarli come ulteriore canale pubblicitario.

Per Amazon Ads significa inoltre aumentare il numero di spazi nei quali le aziende possono distribuire campagne attraverso la propria infrastruttura, senza limitarsi alle proprietà direttamente controllate dal gruppo.

ChatGPT diventa un nuovo spazio per i brand

L’accordo evidenzia una trasformazione più ampia nel modo in cui potrebbe evolvere la pubblicità digitale. Per anni gli investimenti si sono concentrati principalmente su motori di ricerca, social network, marketplace e piattaforme video. L’ascesa degli assistenti generativi introduce ora un’altra categoria: la pubblicità all’interno delle esperienze conversazionali.

La differenza rispetto alla ricerca tradizionale è significativa. Una conversazione può svilupparsi attraverso numerose domande successive e rivelare con maggiore precisione ciò che una persona sta cercando di ottenere. Proprio questa caratteristica rende il settore interessante per gli inserzionisti, ma solleva contemporaneamente interrogativi sulla trasparenza e sulla separazione tra raccomandazioni dell’IA e interessi commerciali.

Nel caso di ChatGPT, la distinzione prevista è esplicita: gli annunci non fanno parte della risposta dell’assistente e sono presentati separatamente come contenuti sponsorizzati. (

La partnership con Amazon Ads potrebbe quindi diventare un banco di prova importante per capire quanto le aziende siano interessate alla pubblicità conversazionale e, soprattutto, come gli utenti reagiranno alla presenza dei brand accanto alle proprie conversazioni con l’intelligenza artificiale.

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