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La batteria dell’iPhone dura anni con questo semplice trucco: l’esperta Apple svela il metodo

La batteria del tuo smartphone dura sempre meno dopo qualche anno? Una giornalista specializzata in prodotti Apple ha messo alla prova per tre anni un accorgimento semplicissimo, senza applicazioni aggiuntive né accessori particolari: evitare di caricare abitualmente l’iPhone oltre l’80% e, quando possibile, non lasciarlo scendere sotto il 20%. I dati raccolti da Juli Clover, giornalista di MacRumors, suggeriscono che questa routine possa aiutare a rallentare l’invecchiamento della batteria, anche se non può eliminarlo.

Il risultato più recente riguarda il suo iPhone 17 Pro Max, che dopo dodici mesi e 277 cicli conserva il 97% della capacità originale. Anche i modelli utilizzati in precedenza mostrano una buona tenuta nel tempo. Non si tratta però di un esperimento clinico controllato: sono osservazioni su dispositivi personali, influenzate anche dal numero di cicli, dalle temperature e dalle abitudini di utilizzo.

Il trucco dell’80%: perché può far durare di più la batteria

Le batterie agli ioni di litio si degradano progressivamente con il passare del tempo e con i cicli di ricarica. Rimanere a lungo vicino al livello massimo di carica può aumentare lo stress chimico delle celle, soprattutto se il telefono si scalda. Per questo limitare la carica all’80% riduce il tempo trascorso ad alta tensione e può contribuire a preservare la capacità nel lungo periodo.

Il metodo di Clover prevede anche di non scaricare abitualmente il telefono sotto il 20%. Non significa che una ricarica al 100% o una scarica completa rovineranno immediatamente il dispositivo: conta soprattutto l’esposizione ripetuta a condizioni sfavorevoli. Se hai bisogno della massima autonomia per un viaggio o una giornata impegnativa, puoi tranquillamente caricare il telefono del tutto.

I risultati: quanto è rimasto della batteria dopo tre anni

Clover ha seguito la stessa regola su tre generazioni consecutive di iPhone Pro Max, registrando la capacità massima residua e i cicli di ricarica. Ecco i dati riportati nell’esperienza personale.

iPhone 15 Pro Max: 88% di capacità dopo 36 mesi e 369 cicli. iPhone 16 Pro Max: 93% dopo 24 mesi e 343 cicli. iPhone 17 Pro Max: 97% dopo dodici mesi e 277 cicli. Dopo il primo anno, iPhone 15 Pro Max e iPhone 16 Pro Max avevano entrambi raggiunto il 94%.

Il confronto è interessante, ma non dimostra che ogni smartphone manterrà esattamente questi valori. Le tre generazioni montano batterie e sistemi di gestione termica differenti; anche l’intensità d’uso e il numero dei cicli non sono identici. Inoltre, il limite all’80% riduce l’autonomia disponibile per ogni singola ricarica: è un compromesso da valutare in base alle proprie esigenze.

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Come impostare il limite di ricarica su iPhone

Su iPhone 15 e modelli successivi, Apple mette a disposizione un’impostazione specifica. Apri Impostazioni → Batteria → In carica, quindi scegli il limite massimo che preferisci, per esempio l’80%. L’iPhone interromperà normalmente la ricarica una volta raggiunta la soglia selezionata.

Apple precisa che il telefono può occasionalmente arrivare al 100% anche con un limite inferiore, per mantenere accurata la stima della percentuale residua. È un comportamento previsto, non necessariamente un malfunzionamento. Se ti serve più autonomia, puoi modificare temporaneamente il limite o riportarlo al 100%.

Sui modelli meno recenti è disponibile il Caricamento ottimizzata, che può trattenere la carica intorno all’80% e completarla vicino all’orario in cui prevedibilmente scolleghi il dispositivo. È diversa da un limite fisso: il telefono può comunque arrivare al 100% ogni giorno.

Funziona anche sugli smartphone Android?

Il principio vale anche per le batterie agli ioni di litio utilizzate nei telefoni Android. Molti produttori integrano opzioni di protezione della batteria, limite di ricarica o ricarica adattiva. I nomi e le percentuali disponibili cambiano a seconda della marca, del modello e della versione del sistema operativo.

Per verificare se il tuo smartphone supporta la funzione, apri le impostazioni e cerca termini come «protezione batteria», «limite ricarica» o «ricarica ottimizzata». Non tutti i dispositivi consentono di fissare esattamente l’80%: in alcuni casi il sistema si limita a rallentare la carica o a completarla poco prima del risveglio.

Il calore conta quanto la percentuale di carica

Nell’esperienza raccontata da Clover ha avuto un ruolo anche la temperatura. Con iPhone 17 Pro Max, la giornalista ha preferito più spesso la ricarica tramite USB-C rispetto a quella wireless. Ha inoltre osservato che il sistema di raffreddamento del dispositivo poteva contribuire a ridurre il tempo trascorso a temperature elevate.

Non significa che la ricarica wireless sia sempre dannosa: ciò che conta è il calore effettivamente prodotto, che dipende dal caricatore, dall’allineamento, dalla custodia e dalle condizioni ambientali. Evita di ricaricare lo smartphone sotto cuscini o coperte e cerca di non esporlo a temperature elevate durante la carica.

Conviene davvero fermarsi all’80%?

Se passi molte ore vicino a una presa o prevedi di tenere il telefono per diversi anni, impostare il limite all’80% può essere una scelta sensata. Se invece arrivi già a sera con poca batteria, rinunciare al 20% di carica potrebbe essere più scomodo del beneficio futuro. In quel caso la ricarica ottimizzata può rappresentare un compromesso pratico.

Il punto centrale è semplice: una batteria non resta nuova per sempre, ma alcune abitudini possono rallentarne l’usura. L’esperienza di Juli Clover offre un esempio concreto e Apple stessa riconosce l’utilità dei limiti di ricarica. I risultati, però, variano da persona a persona: la regola migliore è proteggere la batteria senza rendere inutilmente difficile l’uso quotidiano dello smartphone.

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