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ChatGPT prepara le chat segrete: conversazioni protette da PIN e impronta digitale

ChatGPT potrebbe presto offrire una sorta di “stanza segreta” per le conversazioni più private. Nel codice dell’app per Android sono infatti emersi riferimenti a una nuova funzione chiamata Locked Chats, pensata per nascondere singole chat senza doverle cancellare e proteggerne l’accesso tramite PIN o impronta digitale.

La novità non è ancora stata annunciata ufficialmente da OpenAI e, di conseguenza, non è possibile sapere se e quando verrà distribuita agli utenti. Gli indizi trovati nell’applicazione, però, descrivono un sistema piuttosto articolato, capace di separare le conversazioni riservate dal resto della cronologia e persino di gestire in maniera differente la memoria di ChatGPT.

Le chat private sparirebbero da cronologia e ricerca

I riferimenti alla nuova funzione sono stati individuati nella versione 1.2026.230 di ChatGPT per Android, pubblicata ad agosto 2026. L’analisi del software rivela stringhe dedicate alle conversazioni bloccate e alla loro protezione.

L’idea sembra essere quella di consentire all’utente di prendere una normale conversazione salvata e trasformarla in una chat protetta. A quel punto titolo e contenuto non sarebbero più visibili nella normale barra laterale, nella cronologia o nei risultati della ricerca interna.

Per riaprire la conversazione sarebbe necessaria un’autenticazione aggiuntiva tramite PIN dell’account o impronta digitale. Una volta consultata, inoltre, la chat non diventerebbe automaticamente pubblica: continuerebbe a essere protetta fino a quando l’utente non decidesse esplicitamente di riportarla tra le conversazioni normali.

Si tratterebbe quindi di qualcosa di diverso dalla semplice archiviazione già disponibile. Attualmente, infatti, ChatGPT permette di archiviare una conversazione per rimuoverla dalla barra laterale mantenendola comunque nell’account, ma l’archiviazione non costituisce di per sé un sistema di protezione tramite PIN o dati biometrici.

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La differenza rispetto alle Chat temporanee

La funzione risolverebbe anche un limite delle Chat temporanee. Una conversazione bloccata rimarrebbe infatti salvata nell’account, consentendo all’utente di recuperarla in futuro pur mantenendola lontana dalla normale cronologia visibile.

Le Locked Chats nascerebbero invece proprio per conservare una conversazione e, allo stesso tempo, limitarne la visibilità. Potrebbero risultare particolarmente utili su dispositivi condivisi o quando ChatGPT viene utilizzato per discutere di progetti, questioni personali o altre informazioni che non si desidera lasciare immediatamente accessibili a chiunque possa utilizzare il dispositivo.

Un’altra differenza importante riguarderebbe la memoria di ChatGPT. Secondo le informazioni individuate nell’app, le conversazioni bloccate potrebbero sfruttare ciò che ChatGPT ricorda sia dalle chat normali sia da quelle protette. Le nuove informazioni memorizzate all’interno di una chat bloccata, però, sarebbero utilizzate per personalizzare altre conversazioni protette e non quelle normali.

In sostanza, si creerebbe una sorta di ambiente separato per le informazioni più riservate. C’è però una precisazione importante: bloccare una conversazione non eliminerebbe le informazioni che ChatGPT potrebbe avere già memorizzato in precedenza.

Per ora è una funzione in sviluppo, non una novità ufficiale

Nonostante il livello di dettaglio delle stringhe individuate nell’applicazione possa indicare uno sviluppo già avanzato, al momento è necessario considerare le Locked Chats come una funzione non annunciata. Il fatto che elementi di questo tipo siano presenti nel codice non garantisce che vengano effettivamente distribuiti, né permette di stabilire una data di lancio.

La versione 1.2026.230 dell’app Android esiste effettivamente ed è stata distribuita ad agosto, ma nelle informazioni pubbliche della release vengono indicati soltanto correzioni e miglioramenti minori, senza riferimenti ufficiali alle chat bloccate.

Se OpenAI decidesse di attivare questa funzione, ChatGPT guadagnerebbe quindi un livello di privacy intermedio particolarmente interessante: non sarebbe più necessario scegliere soltanto tra mantenere una conversazione nella normale cronologia o utilizzare modalità pensate per non conservarla. Le chat potrebbero restare salvate e accessibili in futuro, ma protette da un ulteriore livello di autenticazione.

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