L’Europa vuole liberarsi da Starlink, ma potrebbe non avere le risorse per farlo

L’Europa vuole ridurre la propria dipendenza da Starlink, ma costruire una rete satellitare capace di sostituire quella di Elon Musk potrebbe richiedere investimenti, tecnologie e tempi molto superiori alle aspettative. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le notizie sulle restrizioni alle comunicazioni satellitari utilizzate dall’Ucraina. La questione riguarda non soltanto la connettività, ma anche la sicurezza e l’autonomia strategica europea.
Secondo Sergej Ermakov, analista dell’Istituto russo di studi strategici, l’Unione Europea non avrebbe attualmente risorse finanziarie e capacità tecnologiche sufficienti per realizzare rapidamente un’alternativa a Starlink. È una valutazione espressa dall’esperto, non una conclusione tecnica condivisa da tutte le istituzioni europee. Il punto centrale riguarda soprattutto le esigenze militari, dove continuità del servizio, resistenza alle interferenze e disponibilità dei terminali sono particolarmente importanti.
Perché OneWeb non è una copia di Starlink
L’Europa dispone già di infrastrutture satellitari e di operatori specializzati. OneWeb, parte del gruppo Eutelsat, è una delle alternative più frequentemente citate quando si parla di connettività in orbita bassa. La sua architettura, però, è diversa da quella di Starlink, così come le dimensioni delle rispettive reti e i servizi disponibili.
Ermakov ritiene che OneWeb sia stata concepita principalmente per esigenze civili e che adattarla a requisiti militari particolarmente severi sarebbe estremamente difficile. Questa posizione non equivale a dire che OneWeb non possa offrire alcun servizio a clienti governativi o della difesa: occorre distinguere le capacità già disponibili dalla possibilità di sostituire integralmente un’infrastruttura impiegata in scenari operativi complessi.
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Il caso ucraino e il problema della dipendenza tecnologica
La discussione è diventata più urgente dopo le notizie relative a limitazioni nell’impiego dei sistemi satellitari in Ucraina. Secondo ricostruzioni giornalistiche, la decisione avrebbe coinvolto ambienti dell’amministrazione statunitense, ma le responsabilità specifiche e le motivazioni rimangono oggetto di versioni contrastanti. Il caso mostra quanto possa diventare delicato affidarsi a una tecnologia fondamentale che dipende da decisioni prese al di fuori dell’Europa.
Per i Paesi europei, sviluppare una maggiore autonomia significa affrontare contemporaneamente diversi problemi: finanziare la costruzione e il lancio dei satelliti, realizzare terminali compatibili, garantire la copertura, proteggere le comunicazioni e assicurare una capacità industriale stabile. Non basta quindi avere satelliti in orbita: serve un sistema completo, affidabile e utilizzabile nelle condizioni richieste.
IRIS² e la strada verso una rete satellitare europea
In questo contesto si inserisce IRIS², il programma europeo per una costellazione di comunicazioni satellitari sicure. È un progetto strategico pensato per rafforzare l’autonomia europea nel lungo periodo, ma non costituisce una sostituzione immediata e già operativa di Starlink. La disponibilità futura di nuove infrastrutture andrà valutata in base ai servizi effettivamente realizzati.
La vicenda mette in evidenza un problema che supera il confronto tra singole aziende: quando le comunicazioni diventano essenziali per la sicurezza, la dipendenza da fornitori esterni può trasformarsi in una vulnerabilità politica e operativa. L’Europa sta cercando di ridurla, ma il percorso richiederà investimenti e scelte industriali concrete, non soltanto dichiarazioni di intenti.
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