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Google PhotoScan, l’IA che stima la composizione corporea dalle foto dello smartphone

Una serie di fotografie scattate con lo smartphone potrebbe diventare uno strumento per ottenere informazioni sulla composizione corporea. È l’obiettivo di PhotoScan, un sistema sperimentale sviluppato da Google Research che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare immagini bidimensionali del corpo.

La tecnologia punta a stimare parametri come la massa grassa e la sua distribuzione partendo da semplici fotografie. Per il momento, però, non si tratta di una funzione destinata al grande pubblico: PhotoScan rimane un prototipo di ricerca e non è disponibile agli utenti.

Come funziona PhotoScan di Google

Il sistema utilizza una serie di immagini del corpo acquisite tramite smartphone e le analizza attraverso un modello di intelligenza artificiale. L’obiettivo non è soltanto stimare la quantità complessiva di grasso corporeo, ma anche ottenere informazioni sulla sua distribuzione.

Per sviluppare e addestrare il modello, i ricercatori hanno utilizzato dati provenienti da differenti fonti, mettendo in relazione le fotografie scattate con lo smartphone con misurazioni ottenute attraverso tecniche cliniche come la DXA, l’assorbimetria a raggi X a doppia energia, e la risonanza magnetica.

Secondo i risultati riportati dai ricercatori, il modello è riuscito a stimare la massa grassa con una precisione superiore rispetto ai dispositivi indossabili basati su sensori di impedenza bioelettrica. Si tratta di un risultato interessante soprattutto perché l’approccio sfrutta immagini ottenibili con un dispositivo ormai presente nelle tasche di miliardi di persone.

Questo non significa, tuttavia, che una fotografia possa già sostituire gli strumenti diagnostici utilizzati in ambito medico. PhotoScan è ancora oggetto di ricerca e i risultati vanno interpretati nel contesto sperimentale in cui la tecnologia è stata sviluppata.

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Dalle foto alla valutazione del rischio di insulino-resistenza

La ricerca non si è fermata alla sola composizione corporea. Google Research ha sperimentato PhotoScan anche nella valutazione del rischio di insulino-resistenza, una condizione legata alla capacità dell’organismo di rispondere correttamente all’insulina.

L’integrazione delle informazioni ricavate dalle fotografie dello smartphone ha migliorato l’accuratezza delle previsioni, portandola, secondo quanto riportato, quasi al livello ottenibile attraverso dati provenienti da esami clinici.

È proprio questa possibilità a rendere particolarmente interessante un approccio basato sull’intelligenza artificiale e sulle fotocamere dei telefoni. In prospettiva, strumenti di questo tipo potrebbero contribuire a rendere alcune valutazioni più accessibili, anche se saranno necessari ulteriori studi e validazioni prima di poter parlare di un impiego su larga scala.

PhotoScan è ancora un progetto sperimentale

Al momento PhotoScan non è un prodotto o un servizio disponibile agli utenti. Il progetto rimane confinato alla ricerca e non è quindi possibile utilizzare il proprio smartphone per effettuare autonomamente le analisi descritte.

Le prospettive future, però, vanno oltre le sole fotografie. Google prevede di studiare l’integrazione delle immagini con altre fonti di informazioni, tra cui i dati raccolti dai dispositivi indossabili, gli indicatori relativi al glucosio e ulteriori parametri legati alla salute.

Un sistema capace di combinare queste informazioni potrebbe offrire valutazioni più complete rispetto all’utilizzo di una singola fonte di dati. Prima che una tecnologia simile possa trasformarsi in uno strumento destinato al pubblico, tuttavia, saranno fondamentali verifiche sulla precisione, sull’affidabilità e sull’effettiva utilità in contesti reali.

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