L’Europa accelera nello spazio: entro il 2034 centinaia di nuovi satelliti e più lanci

L’Unione europea prepara un’importante espansione delle proprie capacità spaziali, con l’obiettivo di moltiplicare i lanci di satelliti e rafforzare la presenza europea in orbita entro il 2034. Un progetto che coinvolgerà sia le infrastrutture di lancio sia lo sviluppo di nuovi vettori, in un settore sempre più strategico per la sicurezza e l’autonomia tecnologica del continente.
A delineare i piani di Bruxelles è stato Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, in dichiarazioni riportate dal Financial Times. L’aumento previsto delle costellazioni satellitari richiederà una capacità di lancio significativamente superiore a quella attuale, rendendo necessario il coinvolgimento di ulteriori basi spaziali.
Dai satelliti governativi a quelli militari: i numeri del piano europeo
Secondo i dati riportati dal quotidiano britannico, l’Europa punta a un’espansione delle proprie infrastrutture orbitali entro il 2034. Il numero di satelliti governativi dovrebbe passare dagli attuali 70 a 630, mentre quelli militari aumenterebbero da 20 a 300.
Si tratta di una crescita che richiederà non soltanto maggiori investimenti nei sistemi satellitari, ma anche un potenziamento della capacità europea di raggiungere lo spazio.
L’attuale infrastruttura di lancio, infatti, potrebbe non essere sufficiente a sostenere il ritmo necessario per mettere in orbita centinaia di nuovi satelliti. Per questo Bruxelles sta valutando la possibilità di ampliare la rete di strutture utilizzabili, coinvolgendo anche Paesi esterni all’Unione europea.

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Nuovi spazioporti per aumentare la capacità di lancio
Il principale punto di riferimento europeo rimane il Centro spaziale della Guyana francese, da cui vengono effettuati i lanci del razzo Ariane 6.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’attuale capacità è di circa 10 lanci all’anno, con l’obiettivo di raggiungerne 14. Un ritmo che, da solo, non sarebbe sufficiente a sostenere la crescita delle costellazioni satellitari prevista nei prossimi anni.
Per superare questo limite, l’Unione europea potrebbe ricorrere anche a infrastrutture spaziali situate in Norvegia, Regno Unito e Canada, affiancandole a quelle presenti nei Paesi membri.
Il confronto con gli operatori internazionali evidenzia la differenza nelle capacità di accesso allo spazio. Nel 2025, secondo i dati citati dal quotidiano, SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, ha effettuato 170 lanci, una cifra nettamente superiore a quella raggiunta dai sistemi europei.
Nuovi razzi per rispondere rapidamente alle minacce spaziali
L’espansione della flotta satellitare rappresenta soltanto una parte della strategia europea. Kubilius ha sottolineato anche la necessità di sviluppare nuovi razzi vettori, capaci di garantire una maggiore rapidità di intervento in caso di minacce nello spazio.
La disponibilità di sistemi di lancio più flessibili permetterebbe all’Europa di reagire con maggiore tempestività a eventuali situazioni critiche che coinvolgano le proprie infrastrutture orbitali.
Il potenziamento delle capacità spaziali assume quindi una rilevanza che va oltre il semplice aumento dei satelliti. Per Bruxelles, disporre di infrastrutture di lancio adeguate e di vettori di nuova generazione significa rafforzare la propria autonomia in un settore sempre più importante per la difesa e la sicurezza.
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