Il mercato dei ransomware verso il collasso: cosa sta succedendo

Il mercato dei ransomware, per anni tra le attività criminali informatiche più redditizie, potrebbe essere vicino a una crisi strutturale. Secondo una recente analisi della società di sicurezza informatica Pi Solution, la redditività degli attacchi con virus cryptolocker sarebbe in forte calo a causa della diminuzione dei pagamenti da parte delle vittime e dell’aumento dei costi operativi per i gruppi di hacker.
Nonostante nel 2024 i gruppi ransomware abbiano generato circa 820 milioni di dollari di entrate, il modello economico che sostiene questo tipo di criminalità digitale starebbe diventando sempre meno sostenibile. Gli esperti parlano apertamente di un possibile crollo del settore se le attuali tendenze dovessero continuare.
Calano i pagamenti delle vittime
Uno dei dati più significativi riguarda la percentuale di vittime che decidono di pagare il riscatto. Nel 2022 circa il 79% delle aziende colpite pagava per recuperare i propri dati, mentre entro la fine del 2025 questa percentuale è scesa fino al 20%, segnando un minimo storico.
Inoltre, circa il 90% degli attacchi informatici non porta ad alcun guadagno per gli hacker, perché fallisce o perché le vittime riescono a recuperare i dati senza pagare. Il tasso reale di successo delle campagne ransomware si aggirerebbe quindi intorno al 2%, un valore estremamente basso per un’attività criminale che richiede infrastrutture, personale e accessi illegali costosi.

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Costi elevati e riciclaggio del denaro
Anche quando le vittime pagano, i gruppi criminali devono affrontare costi molto elevati per riciclare il denaro e convertirlo in fondi utilizzabili. Secondo gli analisti, tra il 50% e il 60% dei ricavi viene perso durante il processo di conversione delle criptovalute e nelle commissioni per intermediari e collaboratori.
Il riscatto medio nel 2025 è stato di circa 59.500 dollari, ma dopo tutte le spese gli organizzatori riceverebbero meno di 6.000 dollari netti. Per coprire i costi di server, personale e acquisto di accessi alle reti aziendali, un gruppo di medio livello dovrebbe effettuare centinaia di attacchi al mese, rendendo il modello economico sempre più difficile da sostenere.
Troppi gruppi e crisi di fiducia nel cybercrimine
Un altro problema è la bassa barriera di ingresso nel settore ransomware. Oggi è possibile acquistare infrastrutture e strumenti pronti all’uso con poche centinaia di dollari, creando un eccesso di gruppi criminali e quindi una forte concorrenza interna. Molti gruppi attivi riescono a colpire solo poche aziende all’anno.
A peggiorare la situazione c’è anche una crescente crisi di fiducia tra gli stessi criminali informatici. In diversi casi gli operatori hanno trattenuto l’intero riscatto senza pagare i partner, provocando fughe di dati, pubblicazione di codici sorgente e strumenti hacker resi pubblici per vendetta.
Tra i fattori che stanno mettendo in difficoltà il settore ci sono anche il blocco dei cryptomixer da parte delle autorità, la carenza di specialisti informatici e il miglioramento delle strategie di backup e sicurezza delle aziende. Tutti elementi che stanno riducendo la redditività del ransomware e potrebbero portare a una trasformazione del cybercrimine nei prossimi anni.
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