Polizia predittiva nel Regno Unito: l’IA e i timori di uno Stato di sorveglianza

Nel Regno Unito è in atto una trasformazione profonda e silenziosa del modo di intendere l’attività di polizia. Le forze dell’ordine stanno valutando l’impiego esteso dell’intelligenza artificiale per monitorare i cittadini e prevedere i reati prima che vengano commessi, un approccio che solleva crescenti timori legati alla nascita di uno Stato di sorveglianza permanente.
Secondo quanto emerso, sarebbero allo studio fino a 100 progetti basati sull’IA, inclusi sistemi di analisi predittiva pensati per individuare persone considerate a rischio di comportamenti criminali. Il ministro dell’Interno Shabana Mahmood ha descritto questa strategia come un modo per tenere gli “occhi dello Stato” costantemente puntati sui criminali. Tuttavia, per molti osservatori critici, questa visione rappresenta un netto allontanamento dalla tradizionale polizia consensuale.
Innovazione o controllo diffuso?
La spinta verso l’uso dell’IA è stata illustrata anche in una recente intervista al Telegraph da Sir Andy Marsh del College of Policing. L’obiettivo dichiarato è migliorare efficienza e allocazione delle risorse attraverso l’analisi di grandi quantità di dati. Ma secondo Paul Birch, ex agente di polizia e specialista in antiterrorismo, questa narrativa maschera un cambiamento molto più radicale.
Birch avverte che presentare la sorveglianza di massa come una misura di sicurezza rischia di trasformare il ruolo dello Stato: da garante della legge a supervisore costante del comportamento dei cittadini. In questo scenario, ogni individuo viene trattato come un potenziale sospettato, indipendentemente da azioni concrete o reati commessi.
La logica del “pre-crimine”
Il nodo centrale della cosiddetta polizia predittiva è l’inversione di un principio giuridico fondamentale. Tradizionalmente, la polizia interviene dopo un reato o utilizza la presenza visibile come deterrente. I sistemi predittivi, invece, anticipano il controllo sulla base di modelli statistici che ipotizzano cosa una persona potrebbe fare in futuro.
Secondo Birch, questo non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma un cambiamento di paradigma: tutti diventano potenzialmente colpevoli fino a prova contraria. La conseguenza è una erosione graduale della libertà individuale, aggravata dal fatto che tali controlli avverrebbero senza accusa formale, processo o possibilità di difesa immediata.

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Algoritmi e assenza di responsabilità
Un ulteriore aspetto critico riguarda la responsabilità delle decisioni. Quando il giudizio viene delegato a un algoritmo, diventa difficile individuare chi risponde degli errori. Le decisioni non sono più attribuibili a singoli funzionari, ma a sistemi opachi che non possono essere interrogati o messi in discussione in tribunale.
Inoltre, l’idea di un’oggettività algoritmica è considerata illusoria. I sistemi di IA si basano su dati storici della polizia, che possono contenere pregiudizi e distorsioni. Il rischio è quello di cristallizzare errori del passato, trasformandoli in criteri automatici per valutare i rischi futuri.
Le lezioni dagli Stati Uniti
Esperienze simili negli Stati Uniti offrono esempi cautelativi. In diverse città, programmi di polizia predittiva hanno portato a controlli mirati ripetuti su individui inseriti in liste di rischio, anche in assenza di reati gravi. In alcuni casi, le autorità hanno successivamente riconosciuto che tali pratiche violavano diritti costituzionali.
Questi precedenti alimentano il timore che l’adozione su larga scala dell’IA nel Regno Unito possa condurre a una perdita dell’anonimato nello spazio pubblico. Ogni spostamento, incontro o attività potrebbe diventare tracciabile e valutabile in modo permanente.
Sicurezza contro libertà
Secondo Birch, una volta costruita, un’infrastruttura di sorveglianza tende a non essere mai smantellata. Anche se inizialmente giustificata dalla lotta al crimine grave, può essere facilmente estesa ad altri ambiti a seconda delle scelte politiche del momento.
Il vero interrogativo, conclude l’esperto, è se una società sia disposta ad accettare una efficienza ottenuta a scapito della libertà e della giustizia. La polizia per onnipresenza, resa possibile dall’intelligenza artificiale, rappresenta una svolta che impone un dibattito pubblico profondo sul futuro dei diritti civili nel Regno Unito.
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