Qualcomm: gli agenti AI sostituiranno le app e cambieranno il futuro dei dispositivi

Le applicazioni che utilizziamo ogni giorno potrebbero presto perdere il ruolo centrale che hanno oggi. A sostenerlo è Cristiano Amon, CEO di Qualcomm, che durante un’intervista ha delineato una visione del futuro in cui saranno gli agenti di intelligenza artificiale a gestire gran parte delle interazioni tra utenti e dispositivi digitali.
Secondo Amon, le persone non avranno più bisogno di aprire continuamente applicazioni diverse per svolgere attività specifiche. Sarà sufficiente rivolgersi a un assistente AI capace di comprendere il contesto, recuperare informazioni e completare operazioni anche complesse in modo autonomo.
Le app non spariranno, ma avranno un ruolo diverso
Il manager non prevede la scomparsa totale delle applicazioni, ma ritiene che il loro utilizzo diventerà molto meno diretto. In futuro l’utente potrebbe semplicemente chiedere a un agente intelligente di eseguire un’azione, senza dover cercare manualmente menu e funzioni all’interno dei vari servizi.
Un esempio pratico riguarda il settore bancario: invece di aprire l’app della propria banca e navigare tra le schermate disponibili, basterebbe domandare all’assistente di mostrare una determinata operazione o di effettuare una specifica attività. Sarà quindi l’intelligenza artificiale a fungere da intermediario tra la persona e il servizio digitale richiesto.

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Occhiali intelligenti e nuovi dispositivi AI
Tra i prodotti che Qualcomm considera più promettenti ci sono gli smart glasses. Amon ritiene che nel giro di pochi anni il mercato potrebbe raggiungere volumi di vendita paragonabili a quelli degli smartphone, arrivando a centinaia di milioni di unità distribuite ogni anno.
La visione dell’azienda non si limita però agli occhiali intelligenti. Qualcomm sta lavorando anche su una nuova generazione di dispositivi indossabili, tra cui auricolari dotati di fotocamere, smartwatch evoluti, sensori personali e persino accessori intelligenti in grado di raccogliere informazioni sull’ambiente circostante per fornire un contesto sempre più ricco agli algoritmi AI.
Attualmente l’azienda sarebbe coinvolta nello sviluppo di oltre 40 nuovi dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, segno di quanto il settore stia accelerando verso una nuova fase evolutiva.
Nuovi chip per l’era dell’intelligenza artificiale
Secondo Amon, la diffusione degli agenti AI non porterà soltanto alla nascita di nuovi gadget, ma attirerà anche numerosi protagonisti nel mercato hardware. Le aziende che sviluppano modelli di intelligenza artificiale stanno infatti mostrando un crescente interesse verso i dispositivi fisici, considerati fondamentali per raccogliere dati e migliorare l’addestramento delle future generazioni di sistemi intelligenti.
Per questo motivo Qualcomm sta ripensando l’intera roadmap dei propri processori. I chip attuali, infatti, non sarebbero stati progettati per sostenere i livelli di elaborazione e di efficienza energetica richiesti da un ecosistema dominato dall’AI. L’obiettivo è preparare una nuova generazione di soluzioni hardware capaci di supportare un’intelligenza artificiale sempre più presente nella vita quotidiana.
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