Smartphone usati: l’esperto svela i rischi nascosti da non sottovalutare

Acquistare uno smartphone usato può essere un ottimo modo per risparmiare, ma comporta anche diversi rischi che spesso vengono sottovalutati. Secondo Evgeny Yanov, responsabile del dipartimento Audit e Consulenza di F6, un dispositivo apparentemente perfetto potrebbe nascondere problemi legali, di sicurezza o di privacy.
Uno dei pericoli principali riguarda la possibilità che il telefono sia di provenienza illecita. Anche se il dispositivo appare in ottime condizioni e viene consegnato con confezione o ricevuta elettronica, ciò non garantisce che non sia stato rubato. In caso di sequestro da parte delle autorità, recuperare il denaro versato al venditore potrebbe rivelarsi molto difficile.
Controllare sempre l’IMEI
Per ridurre il rischio è consigliabile verificare il codice IMEI, confrontando quello presente sul dispositivo con quello riportato sulla scatola e sugli eventuali documenti di acquisto. È inoltre opportuno chiedere al venditore una prova della provenienza dello smartphone, come una fattura o una ricevuta.

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Attenzione ai dati del precedente proprietario
Un altro aspetto critico riguarda gli account ancora collegati al dispositivo. File personali, fotografie, contatti o profili non rimossi potrebbero rappresentare un problema sia per la privacy sia per la sicurezza. Se lo smartphone è ancora associato all’account del precedente proprietario, quest’ultimo potrebbe persino bloccarlo da remoto o recuperarne l’accesso.
Non bisogna poi dimenticare il rischio di malware. Un software dannoso installato dal precedente utilizzatore potrebbe sottrarre credenziali, monitorare le attività dell’utente o compromettere applicazioni bancarie e altri servizi sensibili.
Verificare anche il supporto software
Infine, è importante controllare che il produttore continui a rilasciare aggiornamenti di sicurezza per il modello scelto. Gli smartphone non più supportati risultano infatti molto più esposti a vulnerabilità informatiche già note e facilmente sfruttabili dai criminali informatici.
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